I rifiuti nucleari si trovano a contatto con le falde acquifere

CAMPI FLEGREI – Disastro ambientale, irregolarità in materia di sicurezza nucleare (decreto legislativo 230/95). E molti altri reati. Se possibile, anche più gravi. Su queste basi il sostituto procuratore della Repubblica Giuliana Giuliano ha aperto presso la Procura di Santa Maria Capua Vetere il procedimento penale 9664/12. Tra gli indagati già compare un nome e altri probabilmente se ne aggiungeranno: è quello di Marco Iorio, attuale responsabile per conto della Sogin Spa della disattivazione della Centrale del Garigliano. Qualche giorno fa la struttura di Sessa Aurunca è stata off limits in entrata e uscita per quasi diciotto ore: dal primo mattino e fino alle otto di sera. All’interno, su disposizione del sostituto procuratore Giuliana Giuliano, acquisiscono dati, compiono prelievi, sequestrano registri i finanzieri del Nucleo Mobile della Guardia di Finanza di Mondragone comandati dal capitano Marco Biondi insieme a un tenente colonnello, nonché fisico nucleare, in forza al Cisam – centro interforze studi applicazioni militari – di Pisa, a un fisico dell’Università Federico II° di Napoli in qualità di consulente e al nucleo sommozzatori della Guardia di Finanza di Napoli.

REGISTRI COMPILATI A MATITA –  Quello che emerge e viene sequestrato è allarmante in un crescendo di tragicità che il castelfortese Marcantonio Tibaldi a suo tempo già aveva intuito. Prima di ogni altra cosa viene appurato che i controlli dell’Arpa Campania, che dovrebbero essere semestrali, in realtà non vengono effettuati da sette anni. Inoltre, il registro degli scarichi liquidi e aeriformi è compilato a matita (!). Mentre i finanzieri agiscono negli uffici, all’esterno, nella zona che il piano di bonifica denomina Trincee, in un’area a cielo aperto interna alla centrale e di circa novecento metri quadrati, dopo aver indossato tute anti radiazioni, si mettono al lavoro i tecnici dell’esercito. Il contatore Geiger ticchetta all’impazzata che pare dover esplodere a mano a mano che gli ingegneri si avvicinano all’area.

RIFIUTI A CONTATTO CON LE FALDE ACQUIFERE –  All’interno viene appurato che a una profondità tra i venti e i cinquanta centimetri, praticamente a contatto con la falda acquifera, sono stati sotterrati rifiuti in attività: dalla tuta al materiale tecnico e chissà cosa altro si scoprirà scavando e se qualcuno avrà la forza di dare l’ordine di farlo. Nessuno può avvicinarsi, nemmeno gli ingegneri possono sostare a lungo nell’area: senza protezioni troverebbero la morte in pochi minuti. E non c’è solo questo. Gli scoli dei reattori, i primi a dover essere smantellati dopo la disattivazione della centrale, sono invece ancora lì a contatto con il fiume Garigliano. I prelievi effettuati grazie al lavoro del nucleo sommozzatori della Guardia di Finanza di Napoli attualmente sono a Pisa dove i militari del Cisam li stanno analizzando. I risultati, viste le premesse, potrebbero essere drammatici: l’ulteriore conferma che l’aumento di tumori e leucemie in tutto il territorio compreso tra Campania e Lazio è dovuto essenzialmente all’attività e alla cattiva gestione del sito nucleare del Garigliano.

FRANCESCO FURLAN

(H24notizie.com)