POZZUOLI – Dopo 24 ore dal terreno escono ancora i fumi e nell’aria c’è un odore acre, disgustevole, una puzza pesante, profonda, che ti rimane incantramata addosso. I rifiuti bruciati nella discarica di via Brancati sprigionano ancora veleni e la gente dopo la grande paura delle fiamme resta barricata in casa. A terra c’è di tutto, sembra un enorme campo di battaglia dove una bomba ha raso tutto al suolo. Ci sono enormi pneumatici e cerchioni di camion, ne sono almeno una cinquantina che formano una piccola montagna insieme a carcasse di automobili rubate, eternit e guaina. A pochi metri ce ne sta un’altra formata da ferro, plastica e materiale edile. Una bomba ecologica in un’area che in 24 ore è diventata un concentrato di diossina che avvelena i polmoni.

LA DISCARICA – In questo enorme terreno-discarica che sorge a 5 metri dalle case popolari del “lotto 1 bis” di Monterusciello, donne, bambini, anziani, uomini di ogni età stanno respirando veleni. Quello che sarebbe dovuto essere un giardinetto, un’oasi verde con giostre per bambini, è diventato un cimitero della spazzatura, un luogo dove i criminali prima sversano e poi bruciano i rifiuti. E forse la mano è sempre la stessa, segue l’odore dei soldi e i business degli sversamenti e delle emergenze.

I VELENI – Ma nel quartiere dormitorio gli sversamenti sono all’ordine del giorno, i rifiuti sommersi cozzano con la raccolta differenziata che sfiora l’80% in uno dei comuni ritenuto tra i più virtuosi. Ma la cartolina offerta dalla città stride con la realtà di tutti i giorni, con una popolazione troppo spesso omertosa che presta il fianco agli stupratori dell’ambiente. Quei criminali che in via Brancati hanno bruciato tonnellate di rifiuti speciali e avvelenato centinaia di persone.

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