La chiesa nel Rione Toiano

POZZUOLI – Dal sagrato di una chiesa alla cella di un carcere il passo è stato breve, ad accompagnarlo un’accusa “per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso e detenzione e porto illegale d’arma da fuoco clandestina”. Così è finito in manette Diego Scognamiglio, 31 anni, residente a Marano di Napoli e personaggio già noto alle forze dell’ordine. L’uomo, ritenuto dagli inquirenti affiliato al clan camorristico “Longobardi – Beneduce”,  operante per il controllo degli affari illeciti sull’area flegrea, da inizio luglio e per diversi giorni si sarebbe recato  in uno dei complessi turistici del litorale di Pozzuoli e avvalendosi della forza d’intimidazione derivante dall’esistenza e dalla notorietà del clan sul territorio aveva intimato al titolare, un imprenditore turistico di 45 anni di Pozzuoli, di consegnare una somma di denaro, ancora non precisata.

SOLDI PER GLI “AMICI DI POZZUOLI” – La solita intimidazione fatta alla vittima di turno, alias “pagare il pizzo agli appartenenti alla compagine malavitosa”. “Modus operandi” adottato lo scorso giugno anche dal 35enne Biagio Gargiulo, che si era presentato al 46enne proprietario di un lido turistico di Licola Mare chiedendogli soldi per il sodalizio criminale. Ai tentennamenti della vittima l’uomo estrasse e puntò la pistola al volto dell’imprenditore, salvato dal tempestivo intervento dei carabinieri che arrestarono Gargiulo.

LA DENUNCIA E L’ARRESTO IN CHIESA – Richiesta estorsiva denunciata dall’imprenditore che raccontava l’accaduto ai carabinieri della compagnia di Pozzuoli, i quali dopo serrata attività investigativa e mettendo in moto un piano di ricerca, esteso anche nei comuni limitrofi, individuavano Scognamiglio mentre si trovava all’interno della chiesa “San Michele Arcangelo” nel Rione Toiano, dove si era recato per assistere a un funerale. Ad agire erano i militari del nucleo operativo Radiomobile di Pozzuoli coordinati dal comandante Roberto Spinola che bloccavano il 31enne durante la cerimonia all’interno della parrocchia. L’uomo veniva portato all’esterno dove veniva sottoposto a perquisizione dai m venendo trovato in possesso di una pistola semiautomatica calibro 9 con matricola abrasa e 4 cartucce nel caricatore. Sottoposto a fermo per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso e per detenzione e porto illegale d’arma da fuoco clandestina Diego Scognamiglio veniva condotto al carcere di Poggioreale. Mentre l’arma, che veniva sequestrata, sarà ora sottoposta ad accertamenti balistici per verificare se sia stata usata per omicidi o altri reati.

GENNARO DEL GIUDICE
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