Alfonso Artiaco con accanto l'ex sindaco Agostino Magliulo

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Non ero presente, ma a quanto pare i fiori che decoravano il tavolo erano delle GERBERE; una piccola pianta “perenne”, le cui foglie nella fase di pubescenza si abbassano per fare spazio alle “nuove piccole foglie bianche e pelose”. Ma usciamo da questa presunta maliziosa metafora, e che sia stato semplicemente gusto floreale e non un non tanto velato e sottile “passaggio” di testimone. Ma quella che propone il candidato sindaco, una volta, non si chiamava AMMUCCHIATA? un termine non proprio forbito, ma che dà pienamente l’idea della caotica e opportunistica confluenza di tanti camaleontici
e chiacchierati personaggi pseudo-politici.

Alla fine non finirà come per i capponi di Renzo costretti a convivere in poco spazio e quindi a beccarsi continuamente? Non hanno insegnato alcunchè le ultime due elezioni?. A me non pare che si stia aprendo un “cantiere”, (una fucina di idee, un invito alla parte sana e propositiva della Città per la stesura di un programma di pochi punti ma realizzabili e coinvolgenti ),ma un vociante, caotico caratteristico “suk”, ove ognuno, con repentino trasformismo da fare invidia al più ispirato BRACHETTI, si reca per offrire la propria mercanzia (direi voti!!)per placare la propria arsura e libido del potere. Non è che gli altri abbiano commoventi slanci di amore e solidarietà francescana, ma, vivaddio, un pò di coerenza!

Lei non ha fatto parte del direttivo della maggiore forza di opposizione all’ex sindaco,che così disinvoltamente propone adesso al suo fianco? ( certamente si sta arrovellando per affidargli un compito o meglio una delega nel caso di una Sua vincente elezione! se ha dei dubbi, Le consiglierei di dare un sguardo verso la ex Sofer; mi ringrazierà di questa mia mirabolante intuizione….!!!!). E poi non se ne può piu’ di questi occulti registi;invece di godere i meritati emolumenti pensionistici,si sono calati in vari ruoli di “ghosts”, pur di appagare la propria collera di emarginazione e riaffermare il proprio ipertrofico “io” ed egocentrismo politico; ma non si accorgono che si stanno trasformando in spelacchiati e patetici leoni feriti che stanno finendo lentamente ma tentano l’ultimo sforzo con i loro spuntati artigli per afferrare e colpire quelli che una volta erano i propri figli – attori lanciati come protagonisti nel teatro della politica spicciola e disinvolta.

Grazie dell’ospitalità

Da:
paolo
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