L'istituto sequestrato in Corso Italia

QUARTO – Brutta sorpresa questa mattina a Quarto per i bambini di una scuola dell’infanzia che una volta giunti al cancello di ingresso hanno trovato fogli e nastri di sequestro e la scuola chiusa. L stessa che hanno avuto i clienti di un centro sportivo ed estetico. La colpa? Della proprietaria dello stabile, rea di aver trasformato abusivamente un istituto scolastico in una scuola dell’ infanzia con nido, un centro sportivo, una scuola di formazione professionale per acconciatori ed estetisti ed un centro per una scuola paritaria. Tutto realizzato senza permessi.

IL SEQUESTRO – Così stamattina i Carabinieri della Tenenza di Quarto con la collaborazione del personale dell’ufficio tecnico comunale hanno denunciato in stato di libertà per abuso edilizio, una 51enne del luogo e sottoposto a sequestro l’intero edificio. Per permettere il regolare svolgimento delle 4 attività che venivano condotte nei 4 corpi dell’edificio, la proprietaria avrebbe dovuto avere  4 licenze anziché una sola. La scoperta è avvenuta  sul Corso Italia, strada principale di Quarto. La palazzina, nuova di zecca, sorge proprio all’ingresso della cittadina flegrea, a poche decine di metri dalla zona del Bivio.

UN ABUSO ALLA “LUCE DEL SOLE”, visto che l’istituto sorge direttamente sulla via principale. I militari, insieme ai funzionari del comune, hanno accertato come dal 2002 fino al 2011 la donna, in varie fasi, ha realizzato su un’area di sua proprietà gravata dal vincolo di destinazione scolastico-formativo, un complesso edilizio difforme, ottenuto anche con perizie tecniche di dubbia genuinità. In particolare, in luogo di un unico stabile da adibire a plesso scolastico, la 51enne avrebbe commissionato l’edificazione di 4 corpi autonomi che dava in locazione per l’avvio di una scuola dell’ infanzia con nido, un centro sportivo, una scuola di formazione professionale per acconciatori ed estetisti ed un centro per una scuola paritaria.

VALORE TOTALE: 6 MILIONI DI EURO – La divisione della struttura in più corpi sarebbe stata realizzata anche sulla base di perizie tecniche che però hanno destato i sospetti degli inquirenti, che le hanno considerate di “dubbia genuinità”. A tal punto da predisporre il sequestro dell’intera struttura, non conforme alla destinazione d’uso dell’edificio che per i permessi rilasciati dal comune di Quarto avrebbe dovuto ospitare solo un ‘attività con destinazione scolastico-formativo e non le 4 diverse attività scoperte dai carabinieri. Dopo aver denunciato la proprietaria dell’edificio, i militari della stazione di Quarto hanno sottoposto a sequestro tutti i beni per un valore complessivo di sei milioni di euro.

GENNARO DEL GIUDICE
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