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QUARTO – Ai clienti bastava pronunciare la parola d’ordine per farsi consegnare la droga, ed evitare “fraintendimenti”. Tutto inutile, però: ad osservare il tutto, ben nascosti, c’erano infatti i carabinieri, che hanno arrestato il pusher. Si tratta del 67enne Carmine Bruno, ammanettato dai militari della tenenza di corso Italia e poi trasferito a Poggioreale.

CLIENTI BEN INFORMATI – «Zio Carmine…» era quanto dovevano dire gli acquirenti per farsi riconoscere dall’uomo, che poi passava le dosi di cocaina attraverso la cancellata che separava la sua abitazione dalla strada, una traversa di via Campana, non lontano dalla rotonda di via Masullo. Carmine Bruno è stato arrestato in flagranza, subito dopo aver ceduto coca ad un cliente. In casa aveva altre sette dosi di droga e 75 euro, somma ritenuta provento dell’attività di spaccio.

GUAI IN FAMIGLIA – Appena dieci giorni fa, a finire nei guai era stato il figlio del 67enne, Luca Bruno di 30 anni. L’uomo finì ai domiciliari nell’ambito dell’inchiesta che portò in carcere 80 persone del rione Traiano di Napoli contro il clan Puccinelli per spaccio e altri reati aggravati dalla finalità mafiosa. In carcere finì anche la moglie del trentenne, Amalia De Vito, di 34 anni.