Il presidente di Eav Umberto De Gregorio. Alle sue spalle il treno sul quale è stato realizzato il graffito

QUARTO – Hanno preso spugnette, secchi e detersivo e pulito il treno sul quel poche settimane fa avevano realizzato un graffito. Un gesto ovviamente simbolico per i tre writers sorpresi all’interno del cantiere Eav con le bombolette di vernice spray lo scorso 28 novembre. Il loro “pentimento” è avvenuto in diretta su Facebook, così come ha fortemente voluto il presidente della holding dei trasporti, Umberto De Gregorio, presente con i tre giovani con tanto di telefonino e microfono.

AMMISSIONE DI RESPONSABILITÀ – «Abbiamo sbagliato e rimedieremo al danno, ma non siamo criminali» hanno sottolineato i tre writers, che per l’occasione hanno indossato tute bianche, occhiali da sole e mascherine, anche per proteggere il loro anonimato. «I graffiti non si riducono soltanto a quelli sui treni – hanno aggiunto – C’è tanta creatività dietro, anche se talvolta non vengono condivisi. E’ chiaro che abbiamo sbagliato, ma c’è anche da dire che questi non sono la totalità dei problemi che affliggono la nostra società, come probabilmente sono quelli che ci hanno spinto a “disobbedire”».

LA RIFLESSIONE – E proprio sulla loro creatività è intervenuto Francesco Perillo, docente di Scienza della formazione all’università Suo Orsola Benincasa: «Avete capito di avere un talento, una possibilità. Lo sforzo che dovete fare è quello di incanalarlo questo talento, di svilupparlo». Nessuna volontà di criminalizzarli, ma solo un incontro dal sapore pedagogico secondo De Gregorio, che ha più volte messo l’accento su i “veri”problemi delle due linee flegree.

LA “CONTRODIRETTA” DEL SINDACATO – E in contemporanea alla diretta del presidente Eav, è arrivata la “controdiretta” del sindacato Usb, sempre utilizzando la piattaforma messa a disposizione dal popolare social. «Se tanto ci dà tanto la classe politica e la dirigenza Eav, vecchia e nuova, in tenuta da operaio per riassemblare i treni cannibalizzati e sfasciati per loro colpe» è quanto si leggeva sullo striscione apposto all’esterno del cantiere di Quarto, con tanto mostra fotografica che illustrava i tanti “guai” di Cumana e Circumflegrea: incendi, deragliamenti, guasti e degrado. «Vogliamo rimarcare la contraddizione di questa iniziativa – ha spiegato Antonio Mazzella dell’Usb – Se i writers devono ripulire i treni, allora significa che la classe politica e la dirigenza devono rimontare i treni che sono qui a Quarto, che è il vero cimitero delle linee flegree. Ci sono tantissimi treni fermi e cannibalizzati, oramai non più utilizzabili. E’ tutto denaro pubblico che oramai andrà alla rottamazione».