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QUARTO – Tutto doveva passare al vaglio del clan, compreso ovviamente l’apertura di una nuova attività economica. E dover comportarsi bene, anche un uomo che di lì a poco avrebbe dato il via al suo nuovo lavoro: la gestione di un distributore di carburante. Ha appena ottenuto la licenza, ma “qualcuno” non è stato informato. E non è un personaggio qualunque, bensì Roberto Perrone, ex capozona di Quarto e braccio destro del boss Giuseppe Polverino, poi divenuto collaboratore di giustizia.

I GIUSTI PASSAGGI – I due si incontrano per strada e la conversazione viene captata dagli uomini dell’Antimafia di Napoli. «Abbiamo aperto…stai aprendo…e tutte cose…però voglio dire, tu lo sai che […] è un mio parente, è una persona che io voglio bene e tutte cose, so che tu sei pure cliente suo… devi aprire la pompa di benzina? Vi conoscete? Vi salutate? Che ti costava a dire: “senti ho avuto la concessione della pompa di benzina […]Però, alle volte stanno dei passaggi di correttezza… che fanno capire… una cosa per un’altra[…]Giusto o no? E specialmente io non voglio fare delle cose… perché tu l’altra volta dicesti: “Marano… Pozzuoli…, sono andato qua, sono andato là…” e io ti dissi “guarda che… sono io che decido certe cose, non è che ci sta qualcun altro![…]No ma è la stessa cosa, perché tra me e Marano… e… e… e… non cambia niente[…]Non è un fatto di scavalcare, tra di voi… vi create… che poi ci mettete in difficoltà a noi! […]dissi: “…per me puoi aprire, non ci stanno problemi, però… fammi informare pure a me perché voglio capire pure io… perché poi… ci stanno delle persone che s’interessano di certe cose… e mi sono informato pure… anche nei suoi confronti».

“DOBBIAMO UCCIDERE A QUESTO” – In pratica, per aprire quel distributore il proprietario avrebbe dovuto fare i “giusti passaggi” e cioè informare gli uomini del clan, quelli giusti, come appunto lo stesso Perrone. Un attimo dopo quella conversazione, Roberto Perrone si lascia andare ad uno sfogo con la persona che ha di fianco e, commentando la condotta tenuta da chi fosse in procinto di aprire il distributore, dice: «dobbiamo uccidere a questo, all’anima del fetente di merda, la persona educata non la sa fare nessuno».

POPOLAZIONE VESSATA – Per gli inquirenti questa conversazione «evidenzia gli atteggiamenti esplicitamente vessatori cui deve sottostare la popolazione locale». Il gestore del distributore, inoltre, aveva osato rivolgersi a persone di Pozzuoli. Per i Polverino questo è intollerabile, nonostante gli ottimi rapporti stabiliti con i Longobardi-Beneduce.