Clienti passeggiano nella galleria accanto all'Ipermercato chiuso

POZZUOLI –  Incredulità, preoccupazione, rabbia e sospetti. Queste le reazioni al sequestro per “gravi carenze igienico sanitarie” del supermercato “Ipercoop” del centro commerciale “Quarto Nuovo”. E a quarantott’ore dalla chiusura i vertici dell’Ipercoop fanno sapere che la conduzione dell’ipermercato di Quarto è stata affidata all’Amministratore Delegato di Ipercoop Tirreno. Sostituito quindi il 52enne direttore dell’Ipermercato denunciato dai Carabinieri per aver messo in vendita sostanze alimentari in cattivo stato di conservazione e per violazione di sigilli. Ad apporre i sigilli i carabinieri della Tenenza di Quarto che su disposizione della Procura sabato sequestrarono l’intera struttura dopo che, nella giornata di venerdì, il direttore aveva violato i sigilli permettendo la vendita degli alimenti considerati “insudiciati”. Alla base, la presenza di gatti all’interno dei depositi e nei banchi frigo degli alimenti

Carabinieri all'esterno del Centro Commerciale "Quarto Nuovo"

LA NOTA UFFICIALE –  “In merito alla chiusura dell’Ipercoop di Quarto da parte dell’Autorità, Ipercoop Tirreno esprime innanzitutto il proprio rammarico per l’accaduto, per i disagi creati ai soci della cooperativa e ai consumatori, per il danno d’immagine che questa vicenda genera. Ipercoop Tirreno è parte del Gruppo Unicoop Tirreno che da sempre fa dell’attenzione alla sicurezza dei prodotti (riferita sia alla fase di produzione sia a quella degli ambienti di vendita) uno dei tratti distintivi del proprio modo di operare. Sono infatti numerosi e ripetuti nel tempo i riconoscimenti ottenuti dal Gruppo su questo fronte. Il primo impegno di Ipercoop Tirreno è ora quello di adoperarsi, in accordo con le autorità competenti, per la rapida riapertura dell’ipermercato. Ovviamente, nel caso in cui all’esito degli accertamenti ancora in corso, avessero a manifestarsi inadempienze o comportamenti soggettivi non conformi alle regole aziendali, gli stessi saranno sanzionati con estrema severità. Ciò al fine di riconfermare la tutela di valori per noi fondanti come la sicurezza alimentare e il rispetto delle regole aziendali.Per il momento la conduzione dell’ipermercato di Quarto è stata affidata all’Amministratore Delegato di Ipercoop Tirreno. In questo compito l’Amministratore Delegato sarà affiancato da alcune delle migliori professionalità presenti all’interno del gruppo Unicoop Tirreno”.

Chiusa anche la pizzeria-pasticceria

SABOTAGGIO –  Ma la chiusura di uno dei più grandi Ipermercati d’ Italia, avvenuta dopo che il Magistrato aveva ravveduto il pericolo di reiterazione del reato da parte del direttore, ha generato numerose reazioni da parte degli addetti ai lavori e  dei clienti. Dall’ incredulità nel vedere un “grande marchio” chiuso per motivi di igiene è seguita la preoccupazione da parte degli acquirenti che hanno comprato i prodotti alimentari “insudiciati”. Poi la rabbia da parte degli stessi dipendenti che ora sono giustamente in apprensione per le ripercussioni che il caso potrà avere sul proseguo dell’attività di vendita  dello stesso Ipermercato.  Infine, i sospetti sull’accaduto che hanno alimentato le più svariate teorie del “complotto” . Infatti, specie sul social network Facebook impazzano commenti e reazioni  da parte di quanti vedono la presenza dei gatti all’interno dell’Ipermercato come una sorta di “sabotaggio”. Un piano secondo i “teorici del complotto” studiato ad “hoc” per “colpire” un colosso commerciale spesso finito al centro delle critiche ed indicato come maggiore “colpevole” della crisi di vendite del commercio al dettaglio nei comuni di Pozzuoli e Quarto.  I sospetti sono alimentati dalla presenza del gatto e dal video che sarebbe stato ripreso da qualcuno all’interno della struttura in un orario che sembrerebbe di chiusura al pubblico. “Chi era la persona che ha girato quel video?” “Poteva stare a quell’ora nel reparto alimentari dell’Ipermercato?” “Perchè non ha evitato che il gatto mangiucchiasse gli alimenti?” Teorie del complotto che ovviamente non trovano riscontro e che sui fatti sono smentite dalle prove e dalle registrazioni che sono in possesso degli inquirenti e che contrastano con i numerosi messaggi di indignazione da parte di chi invece si è sentito “tradito” dal “colosso” Ipercoop.

GENNARO DEL GIUDICE
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