QUARTO – Cinque giorni dopo la doccia gelata della sospensione del consiglio comunale, Rosa Capuozzo rompe il silenzio. E lo fa tornando su uno dei temi caldi che hanno caratterizzato la discussione politica negli ultimi tempi, e che secondo l’oramai ex sindaco hanno causato lo strappo tra la sua maggioranza e la fronda dei dimissionari.

LA “TRATTATIVA” CON ABC – Sul tavolo ci finisce la “trattativa” tra il Comune l’Abc, l’azienda a cui avrebbe voluto affidare la gestione del servizio idrico sottraendolo agli interessi dei privati. «L’acqua è un bene essenziale per la vita umana, quindi, in linea con il programma elettorale del 2015 che aveva tra i punti cardine la ferma difesa dell’acqua come bene sottratto alle logiche del profitto, a partire dal febbraio 2017 è stato avviato un tavolo tecnico tra comune di Quarto e l’azienda speciale di diritto pubblico ABC (Acqua Bene Comune) – si legge in una nota diramata dal suo staff – Il tavolo aveva lo scopo di individuare una modalità di gestione dell’acqua quanto più aderente possibile all’esito del referendum del 2011, nel quale fu affermato, con forza, il rifiuto di ogni forma di privatizzazione delle risorse idriche».

“A NAPOLI RISULTATI LUSINGHIERI” – Nella nota viene spiegato come «Tra le opzioni percorribili vi era il ricorso ad una convenzione per usufruire dei servizi di ABC che, come dimostra la sua azione sul territorio napoletano, ha conseguito risultati lusinghieri in fatto di manutenzione e recupero delle infrastrutture, nonché in termini di lotta all’evasione, tutelando al contempo le fasce più deboli della popolazione. La strada alternativa sarebbe stata quella dell’affidamento a privati, che legittimamente possono perseguire i loro profitti, ma non quando si tratta di un bene irrinunciabile per la vita umana qual è, appunto, l’acqua».

L’ATTACCO SI DIMISSIONARI – Come detto, per l’ex primo cittadino l’argomento è alla base di ciò che ha portato alla fine prematura della consiliatura, così come spiega in prima persona: «L’acqua pubblica è fondamentale, credo che sia stato proprio questo uno dei temi su cui si basa la caduta di questa amministrazione. Una risorsa come l’acqua è così importante che deve essere garantita da un ente pubblico e deve essere fatto in modo che chi ha problemi economici possa essere tutelato, e questo lo si può fare dall’interno. Questo, evidentemente, non era un aspetto importante per i 6 consiglieri che si sono dimessi. La verità è che erano contrari all’acqua pubblica e non hanno mai considerato le esigenze delle fasce deboli, neanche nei loro programmi elettorali, così come per l’esternalizzazione dei tributi che non deve essere mai totale, ma sempre supportata dall’ente in modo da poter aiutare i cittadini in difficoltà».