QUARTO – «Questi territori hanno perso l’occasione, ma qui ci sono anche tante speranze». Così Raffale Cantone, presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, arrivato in città per incontrare studenti e docenti dell’Istituto superiore Rita Levi Montalcini. Al suo fianco il sindaco Rosa Capuozzo, il professor Cosimo Orlandino, Mario Ricci, referente per l’Orientamento; Raffaella De Vivo, referente per la Legalità e la dirigente scolastica Daniela Sciarelli. “La corruzione non crea sviluppo”, questo il tema affrontato nella struttura di via Vaiani, in aula magna gremita.

LA LECTIO MAGISTRALIS – Nella “lezione” di Cantone tanti gli esempi pratici di come la corruzione influisca negativamente sul vivere quotidiano. «Quali sono i danni che fa a voi la corruzione? –spiega il magistrato – Se dovessimo ristrutturare quest’aula, invece di fare un appalto regolare ne facessimo uno irregolare con il pagamento delle mazzette, poi potremo pensare che non ci sono problemi, tanto l’aula è stata comunque ristrutturata. Alla fine cosa ci importa? I soldi o li prende Tizio e li prende Caio, l’importante è che le cose si facciano. Questo è ciò che molto spesso vi viene raccontato da parte di chi dice che l’importante è fare le cose, di chi dice persino che le cose si possono fare attraverso la violenza, di chi dice che persino la malavita in alcune zone può portare sviluppo. Se vinco un appalto utilizzando le mazzette, in primo luogo dovrò dimostrare di essere bravo? No. Dovrò dimostrare di saper lavorare? No. La mia impresa non deve dimostrare di essere brava, di fare innovazione o ricerca. Non deve investire, perché non ne ha necessità: utilizza altri strumenti».

“LA CORRUZIONE E’ UN FURTO DI FUTURO” – Cantone prosegue: «E quindi la corruzione significa mancati investimenti per la ricerca, significa fuga dei cervelli migliori. Perché se io sono quell’imprenditore che vince gli appalti con le mazzette, chi assumerò, i più bravi o coloro che mi sono stati raccomandati da chi mi fa vincere gli appalti? Tutti gli altri avranno molte più difficoltà. E poi ancora, se io ho pagato una mazzetta per fare un lavoro, farò in modo che il lavoro venga fatto meno bene, tanto nessuno mi controlla. Ed ecco perché spesso nel nostro Paese le autostrade cadono senza che nessuno le abbia mai un giorno utilizzate, o se le strade vengono sistemate e poi a distanza di pochi giorni siamo punto e daccapo. Chi vince gli appalti non utilizzando le regole, allontana gli altri, allontana le imprese sane: mette in discussione la concorrenza. E qui si verifica il passaggio principale: la corruzione è un furto di futuro, come dice il Presidente della Repubblica. Chi non utilizza questi mezzi, rischia di essere escluso». Questo, dunque il meccanismo a catena della corruzione spiegato con straordinaria semplicità da Raffaele Cantone, nella speciale lezione davanti ad un centinaio di fortunati studenti.