QUARTO – Non c’è più alcun oggetto di valore nelle due ville nelle quali vivevano l’ex boss Roberto Perrone e suo cognato Castrese Paragliola. Dopo il “passaggio” della proprietà nelle mani del Comune, si è infatti deciso di trasferire a via De Nicola ciò che sarebbe rimasto esposto al rischio di furto. Tra gli oggetti messi in sicurezza ci sono quadri, un bassorilievo in argento, un prezioso orologio da tavolo, alcune periferiche informatiche e tutto ciò che poteva essere portato via senza particolari difficoltà da eventuali topi d’appartamento.

IL SEQUESTRO E LA CONFISCA – Non restano che le mura e poco altro, dunque, in quelle due lussuose ville, confiscate dalla magistratura e poi assegnate all’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la gestione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Dopo il lungo iter, i due immobili sono poi confluiti nel patrimonio indisponibile del Comune. Mercoledì la consegna delle chiavi. Ed ora si pensa alla loro destinazione, che per forza di cose dovrà essere sociale.

DESTINAZIONE SOCIALE – «Il bene confiscato sarà destinato, grazie ad un bando pubblico, a cittadini ed associazioni e sarà rivolto prettamente al sociale» ha infatti ricordato il sindaco Rosa Capuozzo. Subito partita la procedura, così come ha tenuto a sottolineare l’assessore comunale al Patrimonio, Mauro Scarpitti: «La legalità non è un concetto astratto benché meno un’opinione. Abbiamo già disposto agli uffici di procedere in ordine a quelle che possono essere le previsioni di quello che sarà un bando pubblico, così come previsto dalla delibera di indirizzo proposte approvate nella Giunta comunale commissariale del 14 aprile 1015 dai commissari».