QUARTO – Si è aperto con un minuto di silenzio seguito da un applauso il primo consiglio comunale dell’era Sabino. Un gesto per ricordare Paolo Borsellino e gli uomini della scorta uccisi a Palermo 26 anni fa. Ma subito sono iniziati i giochi, con l’opposizione immediatamente all’attacco.

L’ACCUSA – Sul tavolo la presunta tardiva regolarizzazione delle pendenze economiche che alcuni consiglieri avrebbero avuto con il Comune. A sollevare la questione, seppur puntando su diversi  punti, sia Gabriele Di Criscio (Insieme per Quarto) che Rosa Capuozzo (Coraggio Quarto) Nonostante ciò, la convalida degli eletti è stata votata all’unanimità. Intanto, proprio dai banchi dell’ex primo cittadino arrivava la prima frattura. Salvatore Di Mare, eletto assieme alla Capuozzo, ha infatti comunicato di voler lasciare il movimento per aderire al gruppo misto per divergenze con il gruppo dirigente di Coraggio Quarto. E’ toccato poi al sindaco Antonio Sabino, dopo aver giurato indossando la fascia tricolore, esporre le linee programmatiche della sua amministrazione: dall’ambiente alle finanze e dal dissesto del territorio alla macchina comunale. Un programma definito da Davide Secone “elenco della spesa”, e nel quale «mancano riferimenti al lavoro e al Puc», il Piano urbanistico comunale. Intervento poi seguito poi dalle parole di Giuseppina Rollin (Un’altra città) che ha promesso “ammuina” laddove dovessero essere prese decisioni in contrasto con i più giovani e favore di pochi.

L’OPPOSIZIONE ESTERNA – E a farsi sentire c’è anche l’opposizione non presente in aula, come quella di Liberi e Uguali, attraverso il coordinatore dell’area flegrea del partito, Francesco Dinacci: «Quando inizi con il piede sbagliato, è molto difficile correggere radicalmente gli errori che appaiono evidenti. Così la nuova amministrazione appena presentata, al netto di alcune professionalità pur apprezzabili e di altre competenze tutte da verificare sul campo, si presenta alla città con tutto il peso della subalternità agli interessi dei mondi economici più forti, composti con il manuale Cencelli, senza alcuna visione del futuro del territorio. Stupisce persino che si è scelto di procedere senza rinunciare a nessun tratto del passato, per cui, con l’ingresso in giunta della “Lega con Salvini”, ieri “Noi Sud”, si certifica l’assoluta continuità con le stagioni precedenti. La sinistra starà da un’altra parte, con le donne e gli uomini liberi che non si rassegnano ad un lento declino della nostra città».