QUARTO – In un’occasione avevano perfino convocato l’amministratore di un condominio per capire a quanto ammontavano i lavori da effettuare nell’edificio e stabilire il prezzo da chiedere alle vittime. Nulla veniva lasciato al caso dagli estorsori dei clan “Orlando” e “Nuvoletta”, che da tempo avevano messo le mani sui lavori edili a Quarto e Marano. Tra questi c’erano i 34enni Celestino De Fenza, di Marano e Antonio Agrillo, di Quarto, che questa mattina sono stati destinatari di un ordine di custodia cautelare in carcere in quanto ritenuti responsabili di estorsione aggravata da metodo e finalità mafiose ed associazione per delinquere di tipo mafioso di matrice camorristica. Le ordinanze sono state notificate ai due nei carceri di Tolmezzo (in provincia di Udine) e Siracusa dove attualmente sono detenuti.

LE MINACCE AL PENTITO – Antonio Agrillo era stato arrestato 5 mesi fa insieme ad altre nove persone perchè ritenuto componente del gruppo del clan Orlando che si rese protagonista nel rione 219 Quarto di minacce, furti e danneggiamenti all’abitazione dei familiari del pentito Teodoro Giannuzzi detto “Teo” con lo scopo di convincere quest’ultimo a ritrattare le dichiarazioni rese ai magistrati.

L’ESTORSIONE – Anche questa volta ad incastrare Agrillo sono stati i carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna che attraverso servizi di osservazione e minuziosi riscontri hanno documentato la consegna, dietro intimidazioni estorsive, di una somma di denaro proprio al 34enne di Quarto e al suo complice Celestino De Fenza, legato al clan Nuvoletta, da parte di un imprenditore edile impegnato in lavori di ristrutturazione di un condominio. Per lo stesso reato, Agrillo fu arrestato nel 2014 e poi assolto l’anno successivo: in quel caso era accusato di estorsione ai danni del titolare di una società edile che stava svolgendo dei lavori in un parco privato.