QUARTO – Toni pesanti, che difficilmente si erano sentiti fino ad ora, e soprattutto “in piazza”. E’ arroventato il clima all’interno del circolo del Pd, dove le opposte fazioni se le stanno dando di santa ragione a colpi di note e messaggi avvelenati. Da una parte i sostenitori del segretario Antonio Iovine; dall’altra quelli del suo vice Antonio Granato.

“GESTIONE FALLIMENTARE” – Le “mazzate” non all’interno di una sede, lontano da occhi e orecchie indiscrete, bensì pubblicamente. L’ultimo “scambio epistolare” ben descrive l’atmosfera che si respira tra i dem di Quarto. Un durissimo botta e risposta partito dai 12 componenti del direttivo “granatiani”, che hanno chiesto le dimissioni del segretario accusato di una condotta fallimentare del partito: «Non è stato in grado, in quasi due anni, di trovare una sede per il circolo, né di avviare uno straccio di iniziativa politica. Senza coinvolgimento degli iscritti, in minoranza nel direttivo, l’ex coordinatore è rimasto solo il prestanome di poteri forti, quelli sì nebulosi, che hanno poco a che fare con la storia e la tradizione del Pd». A non essere risparmiato anche la segreteria napoletana dei democratici: «ugualmente responsabile di una immotivata caccia alle streghe che si trascina da due anni e che ha prodotto soltanto uno stallo politico che non giova a nessuno».

LA SPACCATURA – Immediata e altrettanto pesante la replica di Iovine: «sono semplicemente fandonie di una parte minoritaria del Pd che cerca di bloccare l’opposizione che stiamo conducendo all’amministrazione quartese per motivazioni di bassissimo profilo. Elucubrazioni e scritti fantasiosi e fantastici». Un circolo spaccato in due, dunque. E che ha deciso di lavare i propri panni sporchi in strada.