il sindaco di Quarto Massimo Carandente Giarrusso

Cari concittadini,

queste parole sono per tutti voi, per tutti quelli che mi hanno sostenuto e mi stanno sostenendo, a tutti dico ancora una volta “Grazie”.
Ci ho provato in questi giorni a farlo direttamente, a rispondervi singolarmente, ma era un’impresa difficile.
Sono stato letteralmente sommerso da una valanga di affetto che nemmeno osavo immaginare.
Grazie a tutti quelli che mi hanno dato fiducia, a tutti coloro i quali mi sono stati vicini in questo momento particolare con un sms, con un messaggio su facebook o con una mail; alle famiglie che hanno addirittura rinviato la partenza per le vacanze pur di incontrarmi e dire “ti sono vicino”.
Ringrazio tutti i consiglieri regionali e provinciali, la curia, gli amici, i parenti, la gente comune, semplici conoscenti.
In tanti mi hanno scritto, esprimendo un pensiero emozionante per me: “non l’ho votata nel 2011 ma oggi la voterei”; un riconoscimento che va al di là di ogni retorica.
Tutto questo affetto, tutti questi attestati di stima avvengono sicuramente per la naturalezza con cui faccio le cose e con la quale esprimo sempre il mio pensiero.
E con la stessa naturalezza voglio provare a spiegare il mio gesto sperando di far emergere non solo le motivazioni ma anche i sentimenti che hanno spinto a dimettermi.
Le mie dimissioni, meditate e decise all’indomani di una perquisizione nella mia abitazione, pur non essendo tra gli indagati, sono un atto forte per dire che Massimo Carandente Giarrusso  non è realmente attaccato alla poltrona, ma un cittadino che realmente crede nella giustizia e, soprattutto, realmente ritiene di essere una persona perbene.
Le persone perbene mettono sempre il bene della collettività dinanzi al proprio orgoglio personale, e a maggior ragione era necessario che a farlo fosse il Sindaco, il primo cittadino di un paese sempre, continuamente, colpito nell’anima, da tanti, troppi anni.
Avrei potuto trovare mille scuse per non dimettermi: l’approvazione del bilancio, la partenza del progetto di raccolta differenziata porta a porta, la questione discarica al Castagnaro ancora irrisolta, la drammatica emergenza trasporti con la crisi della SEPSA, il caso in via di definizione dell’alluvione del 2005.
Ero ad un passo dalla risoluzione di tutte queste problematiche che avrebbero sicuramente portato altri benefici alla città ma tutte queste cose passano in secondo piano dinanzi a sentimenti e stati d’animo personali.
L’unica verità è che il mondo va avanti anche senza Massimo Carandente Giarrusso e senza questo Consiglio Comunale.
Siamo tutti necessari e nessuno indispensabile.
In questi 14 mesi ho lottato con passione, mi sono battuto per il bene comune e per difendere la “mia” Quarto, la “nostra” Quarto, quella fatta di persone oneste, lavoratrici e attive.
Ho lottato con passione e continuerò a farlo magari non in prima linea ma sicuramente sempre con la stessa forza, la stessa passione e la stessa determinazione.
Le mie dimissioni potevano apparire un gesto di resa ma non lo sono.
Il Sindaco Giarrusso non si dimette “perchè è indagato”: gli atti parlano chiaro e nessuno può smentirmi.
Il Sindaco Giarrusso si dimette per lasciare tutto lo spazio possibile alla Magistratura: perchè la politica è solo un’opportunità che passa in secondo piano quando va a ledere aspetti personali che con la politica non c’entrano niente.
Ed è proprio per questo che ho deciso di fare un passo indietro: quando è necessario ed è possibile farlo occorre posporre gli interessi personali agli interessi comunitari, della Città.
Per questa vicenda era dunque necessario un atto di responsabilità.
Occorre fare largo alla giustizia, alla legalità ed alla trasparenza: l’ho sempre detto in questi 14 mesi ed ho provato a farlo in tutti i modi, e in ultimo con le mie dimissioni.
Non perchè indagato, non perchè colpevole: una persona onesta e rispettabile, per il bene della città, si dimette e basta!
Soprattutto quando si parla di una piaga, una ferita per la nostra città; soprattutto quando si parla di camorra sebbene si tratti di fatti risalenti al 2009 quando non ero io il Sindaco.
Ed è per questo che invito i consiglieri comunali tutti a dimettersi: lo avevo chiesto alcuni mesi fa, a qualcuno dei consiglieri, a chi sapeva che compiendo un gesto simile avrebbe aiutato la città, ma non è stato fatto; oggi lo chiedo a tutti, all’intero consiglio comunale: sarebbe un atto di forte responsabilità, per evitare che l’ente sia fermo.
&nSimul stabunt vel simul cadent.
Io credo fermamente nella giustizia, ripongo totale fiducia nei magistrati, nelle istituzioni; sono sicuro che, lavorando con impegno e sacrificio, sarà possibile risalire la china e riconsegnare Quarto ai quartesi, a quella cittadinanza attiva che farà diventare il nostro comune un paese modello, virtuoso.
Abbiamo intrapreso un cammino ma perseverare nella legalità è l’unica strada da percorrere per lo sviluppo di un territorio; ma per continuare questo cammino era necessario che anche il Sindaco facesse un passo indietro; per concedere ancora più spazio a chi è incaricato di spianare la strada della Legalità.
Ancora una volta, Massimo Carandente Giarrusso sta dimostrando di non voler “tirare avanti” e di non essere attaccato alla poltrona, ma la sincera e leale difesa della Istituzione Comune, priva chicchessia di una ragione di polemica.
Spero solo di aver, nuovamente, indicato la giusta strada per la difesa dei valori, delle idee e dell’impegno sano, civile, propositivo, legale e trasparente.

Grazie di cuore a tutti voi, e a presto.
Il Sindaco
Massimo Carandente Giarrusso