Antonio Iovine, coordinatore locale del Pd

QUARTO – E’ guerra aperto all’interno del circolo locale del Partito Democratico. Prova ne è il manifesto affisso nei giorni scorsi, dal contenuto quanto meno critico nei confronti dell’amministrazione, e in calce al quale c’era proprio il simbolo del Pd. Una “mossa”, a quanto pare, non condivisa dalla maggioranza del partito.

DOCUMENTO AL VETRIOLO – Tanto che 12 componenti del direttivo (su 23 totali) hanno duramente attaccato l’iniziativa. «Abbiamo ricevuto, con telefonate e incontri personali, da amici e compagni, dirigenti ed elettori di questo partito, numerosissime lamentele e richieste di giustificazioni – sottolineano tra gli altri Antonio Granato e Giovanni De Vivo – Tale manifesto, denota una grande carenza delle più elementari regole della coerenza politica e del confronto interno, difatti, al di là dei contenuti, alcuni dei quali meriterebbero la dovuta attenzione per temi seri e incresciosi, ed al di là della scontata opposizione del Pd di Quarto all’attuale amministrazione cittadina, e soprattutto esso è frutto di iniziative isolate, non condivise e comunque minoritarie».

“VECCHIA CLASSE DIRIGENTE” – Dunque, stando a quanto riportano i 12 firmatari (la maggioranza del direttivo) del documento, quel manifesto sarebbe stato opera dell’attuale coordinatore del circolo quartese Antonio Iovine ed altri, quasi “in solitaria”. Durissimo il giudizio dei 12 sull’operato di Iovine: «A poco valgono le fughe in avanti della solita vecchia classe dirigente che ancora attanaglia il Partito Democratico quartese, e che è la stessa che ha condannato, non dimentichiamolo, nel recente 2015, il Pd, il centrosinistra e la città tutta, ad una amministrazione mediocre, a causa della più basilare delle precondizioni, ovvero con l’incapacità persino nella presentazione delle liste».

IL “CASO” A TARTAGLIONE E CARPENTIERI – I firmatari del documento contro Iovine, dopo aver ricordato che si è ancora in fase congressuale, concludono il loro duro attacco specificando che «Da che mondo è mondo è nelle assemblee e nei congressi che si sceglie la linea politica di una comunità, non in improvvisati manifesti a nome di alcuni». Il documento è stato portato anche all’attenzione delle segreteria regionale del partito e di quella napoletana