Luigi Cuomo esibisce la nuova maglia del Quarto calcio

QUARTO – Sport e legalità, un connubio che come la storia insegna ha spesso permesso di imporre nuovi messaggi e modelli di vita in comunità colpite da fenomeni devianti quali camorra e microcriminalità diffusa, concentrandosi principalmente sul futuro: i giovani. Un esperimento che da pochi mesi ha coinvolto anche la città di Quarto dove si è costituita, secondo caso in Italia, una squadra di calcio con l’obiettivo di diffondere il valore della legalità e che ha dato vita ad un vero e proprio network solidale: la Nuova Quarto per la legalità. Un destino triste quello della vecchia SSD Quarto squadra militante in Eccellenza che fu posta sotto sequestro dalla DDA di Napoli al termine dell’indagine sul clan Polverino svoltasi nel maggio 2011 e alla quale seguì l’arresto dell’allora presidente per collusioni con la camorra. Una confisca, quella disposta dal PM Antonello Ardituro, che aveva lasciato la città di Quarto senza calcio ma che da ieri, dopo appena 12 mesi, cerca di rinascere attraverso un nuovo modello gestionale ripartendo dalla Promozione.

IL DIRIGENTE LUIGI CUOMO – E chi meglio meglio di Luigi Cuomo, nominato dirigente unico della nuova SSD Quarto, poteva interpretare al meglio questa missione, questa rinascita che va al di là dello sport. Cuomo, coordinatore nazionale dell’associazione SOS Impresa, una rete aziendale costituita da soli imprenditori incensurati e in regola con la certificazione antimafia, da sempre in prima linea nel combattere tutte le forme di racket e dare assistenza giuridica e psicologica agli imprenditori vittime di soprusi. Un’associazione nata per la difesa della libera iniziativa economica.

Il PM Antonello Ardituro

L’INAUGURAZIONE DELLA STAGIONE –E se il progetto c’era ma era solo sulla carta, da ieri con il primo allenamento a porte aperte tenutosi nello Stadio Giarrusso di Quarto, la missione per la legalità è ufficialmente cominciata. A dare il calcio d’inizio tra l’entusiasmo dei molti presenti ci ha pensato proprio il Magistrato antimafia Antonello Ardituro al quale è stata donata una maglia della SSD Quarto  «Ci auguriamo di vedere tante persone intorno a questo progetto che al di là del calcio vuole dire un netto no a qualsiasi forma di malavita e di illegalità ma soprattutto evitare che il calcio diventi un mezzo per costruire illecitamente il consenso elettorale – ha dichiarato Ardituro – Il calcio non rientra nelle mie competenze essendo io un magistrato, ma credo che lo sport ed in particolare il calcio possa farsi portavoce di un nuovo messaggio perché la criminalità organizzata non la si combatte solo nelle aule giudiziarie ma ci vuole soprattutto una rinascita culturale, i cui promotori devono essere soprattutto i giovani». Una stagione che è iniziata simbolicamente con l’esecuzione di una serie di calci di rigori tra le personalità presenti tra cui lo stesso dirigente unico Luigi Cuomo.

Il primo allenamento della SSD Quarto

UN NUOVO MODELLO GESTIONALE – Rinascita che passa necessariamente per la definizione di un nuovo modello gestionale, un modello ispirato all’azionariato popolare dove ogni cittadino può liberamente diventare socio della SSD Quarto versando anche una quota minima di 10 euro e al quale vengono riconosciuti tutti i diritti e oneri di un’azionista. Una forma di partecipazione diffusa volta a creare un legame tra la squadra e la città e per evitare intromissioni pericolose che possano deviare l’intera società. E sono già oltre cento le adesioni già pervenute grazie al contributo dell’associazione “Quarto Giovane”. Un messaggio, quello della legalità, che viene ribadito anche attraverso la scelta dello sponsor: non più il tradizionale sponsor commerciale ma bensì Rete per la legalità, il network delle associazioni contro il racket e l’usura. Rivoluzionario anche il modo di selezione dei tesserati della nuova realtà calcistica, come ci ha spiegato il dirigente unico Luigi Cuomo: «Vista l’importanza simbolica nell’avermi affidato la gestione di una squadra portavoce della legalità, alla base è scontato che la legalità debba essere un valore guida anche per gli stessi giocatori che saranno i primi a dover dare l’esempio. Ed è per questo che essi hanno firmato un contratto in cui dichiarano di ispirarsi a tali valori, ora e per il futuro, e soprattutto in cui affermano di non avere carichi pendenti, procedimenti giudiziari in corso e di essere incensurati. Il progetto è ambizioso ed entusiasmante ma già possiamo affermare con soddisfazione come già altre realtà sportive stiano aderendo all’iniziativa come il Quarto Calcio a 5 e la Yamamay Napoli di calcio femminile. L’obiettivo è portare questa nostra missione al di là dei confini quartesi e di diffonderla in tutta Italia».

ALESSIO GAMBARDELLA

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