Il centro commerciale "Quarto Nuovo"

QUARTO –  Serpeggia preoccupazione tra i dipendenti della Coop in Campania. Da settimane infatti circolano “strane” voci secondo le quali supermercati ed ipermercati della famosa catena di distribuzione sarebbero in procinto di essere cedute dalla Unicoop Tirreno. Il colosso della vendita al dettaglio infatti potrebbe lasciare la Regione Campania vendendo le proprie strutture ad un’azienda privata. Una compravendita che interesserebbe i vari punti vendita presenti sul territorio tra i quali figurerebbero anche l’Ipercoop che sorge all’interno del Centro commerciale “Le Porte di Napoli” ad Afragola e l’Ipercoop di “Quarto Nuovo”, quest’ultimo tra gli ultimi punti vendita aperti dalla catena di distribuzione Coop. Il timore di dipendenti e sindacati è che qualora ci dovesse essere la cessione ad un nuovo imprenditore privato quest’ultimo, appena scaduti i due anni di vincolo, possa intervenire sul personale. Solo un’ipotesi per ora ma che comunque starebbe destando una certa preoccupazione tra gli addetti ai lavori.

I TIMORI –  “La Coop si appresta a dismettere il suo insediamento in Campania? Oltre 1000 lavoratori saranno a rischio occupazionale come è già successo con la famigerata vendita di “Cava Market”? E’ andato smarrito il presunto ruolo sociale della COOP? E’ tutta trasparente questa operazione finanziaria di cui tutti tacciono?” Queste le domande alle quali il Sindacato USB (Unione Sindacale di Base) chiede risposte certe. E per le quali lavoratori e sindacalisti si sono dati appuntamento per lunedì 19 novembre alle 10  nella Sala Multimediale del Consiglio Comunale di Napoli, in via Verdi (adiacenze Piazza Municipio).

L’ALLARME DEI SINDACATI –  «Il problema è che si prospetta un’ipotesi di vendita – spiega Enzo De Vincenzo, coordinatore regionale della Campania per l’USB –  E visto il precedente caso di Cavamarket a Salerno, temiamo per il futuro delle strutture w di conseguenza per quello dei lavoratori. Coop se dovesse cedere darebbe i soldi per prendere le strutture in perdita, vincolando l’acquirente che poi tra due anni farebbe ciò che vuole» Ed è proprio questo il punto che da tempo sta agitando i lavoratori mandando in fibrillazione i sindacati – Cavamarket dopo due anni licenziò e chiuse una struttura – aggiunge De Vincenzo – Il pericolo oggi è l’inaffidabilità degli acquirenti, non conosciamo gli acquirenti. La voce che gira ora è che Afragola dovrebbe chiudere per ristrutturazione, ma non vorremmo che alla fine vada a finire  un po’ come accadde a Soccavo, con la struttura che non è stata più ristrutturata e una parte dei lavoratori finita a Quarto».

GENNARO DEL GIUDICE