elezioni-comunaliQUARTO – Minacciati, picchiati e costretti a restituire il denaro utilizzato per compare voti. E’ l’ennesima storia di violenza riguardante il clan Polverino. Ed in particolare di come l’organizzazione pretendeva di penetrare all’interno della macchina comunale. A subire le angherie, due “galoppini”, assoldati dal clan per comprare i voti necessari per poter mettere un proprio uomo a via De Nicola.

VOTI A 50 E 100 EURO – A raccontare i particolari, due uomini ai quali erano stati consegnati 20mila euro da parte di elementi apicali dell’organizzazione, la cui storia è agli atti della Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Attraverso la dazione di somme dai 50 alle 100 euro a determinati elettori, l’ottenimento di un certo numero di consensi sarebbe stato assicurato. Ma le cose, però, si misero male. Il candidato sindaco ritenuto vicino ai Polverino non riuscì nemmeno ad arrivare al turno di ballottaggio. I due galoppini erano stati avvisati: «se non saliamo ti tagliamo la testa».

CONVOCATI E PICCHIATI – Questo ciò che finì anche in una denuncia ai carabinieri, dopo ciò che avvenne in seguito al fallimento elettorale. I due vennero convocati dalle stesse persone che nei giorni prima avevano consegnato nelle loro mani i 20mila euro: avrebbero dovuto restituire la somma, visto il mancato ottenimento dell’obiettivo. Ma solo in parte quei soldi tornarono indietro, la conseguenza fu il pestaggio dei due, presi a calci e pugni dopo essere stati convocati in una villa all’interno della quale si tenevano le riunioni strategiche in vista delle elezioni.