QUARTO – Due pareri distinti, ma caratterizzati entrambi dallo stesso sapore vagamente “cazziatorio”, seppur redatti in linguaggio tecnico-aulico. Sono quelli rilasciati dal segretario generale del Comune in merito ad alcune deliberazioni di giunta.

ATTO DI INDIRIZZO: A CHE SERVONO I PARERI? – La prima riguarda l’indennità di occupazione di un edificio privato utilizzato dall’Ente, dato in dotazione ad alcuni uffici e per il quale ogni anno via De Nicola paga un canone. La giunta, lo scorso 28 dicembre, ha approvato un atto di indirizzo rivolto al capo settore Affari generali con il quale, in sostanza, autorizzava il pagamento di una annualità (pari a poco più di 36mila euro) L’atto in questione, però, è contrassegnato come “di indirizzo”. Pertanto, non avrebbe dovuto recare in calce i pareri tecnico e contabile come invece sono richiesti per atti, appunto, non di indirizzo. La questione non è sfuggita al segretario, che infatti ha precisato: «Chi scrive (lo stesso segretario, ndr) ritiene la proposta non conforme alle leggi, allo statuto e ai regolamenti – aggiungendo – La proposta di deliberazione, inspiegabilmente firmata dal Sindaco, impone un’attività di gestione al responsabile del settore incompatibile con l’attuale previsione normativa[…] Parimenti, chi scrive ritiene non conforme a legge la prassi, purtroppo ancora vigenti in alcuni enti  caratterizzati da dirigenti o posizioni organizzative “cuor di leone”, di farsi “ordinare” per iscritto dall’organo politico di turno l’adozione di atti di natura gestionale […] Chi scrive ritiene che la proposta camuffi sotto forma di un inutile atto di indirizzo un’attività gestionale di competenza della posizione organizzativa».

La sala giunta del Comune di Quarto

“ATTO NON CONFORME ALLE LEGGI” – La seconda “cazziata” riguarda una delibera dell’esecutivo relativa ad una variante al Progetto itinerari ciclabili e ciclopedonali. Anche in questo caso, il segretario sottolinea con uno stile impeccabile ma deciso che l’atto non sia “conforme alle leggi”. Entrando nel merito, colui che in qualche modo è il “notaio” del Comune, dice: «E’ di tutta evidenza che le normative di legge disciplinano due fattispecie differenti (perizia di variante tecnica e lavori complementari, ndr) che non possono essere trattate entrambe come “perizia di variante tecnica e suppletiva[…] Il parere di regolarità contabile è limitato alle somme già iscritte a bilancio e non ha oggetto le somme che occorre prevedere nel bilancio 2018, evidentemente non previste nel bilancio pluriennale 2017-2019 […] La proposta concretizzerebbe l’approvazione di un “progetto” o di una “perizia di variante suppletiva” per il quale ad oggi non vi è la piena copertura finanziaria. In ultimo si segnala che dalla lettera della proposta sembrerebbe che le opere delle quali si chiede l’approvazione sotto forma di “perizia di variante suppletiva” siano già state realizzate». Due bocciature, dunque, quelle firmate dal segretario comunale. Nulla di anomalo, sia chiaro: rientra nella canonica attività di un segretario comunale. Ma di sicuro, in questo caso, si tratta di “tirate d’orecchie” buttate giù con uno stile inconfondibile. Resta da capire chi sia il vero “obiettivo” del segretario, se la giunta o altri.

LA PRECISAZIONE – in merito alle delibere citate nell’articolo, dal Comune fanno sapere che entrambi gli atti sono stati modificati opportunamente come da parere espresso dallo stesso segretario.