QUARTO – Due proposte di querela per diffamazione tra gli ultimissimi atti della oramai ex amministrazione. Sono quelli prodotti dalla giunta Capuozzo e risalenti allo scorso 30 gennaio, il giorno dopo le dimissioni di sei consiglieri che hanno poi portato alla sospensione dell’assise da parte della Prefettura.

CONTENUTO NON RESO NOTO – La presunta diffamazione, tra l’altro aggravata dall’utilizzo di un mezzo assimilabile alla stampa quale è Facebook, è rivolta contro l’ex assessore alle Politiche sociali Francesco Pisano, che ha ricoperto l’incarico nello stesso esecutivo che ne propone la querela, fino al luglio del 2016. Assieme al docente di Religione, la proposta di querela riguarda un altro cittadino, anch’egli per un post pubblicato sul popolare social. Del contenuto dei messaggi “incriminati” non v’è traccia nelle due delibere, documenti nei quali si fa riferimento a “contenuto lesivo dell’onore del sindaco del Comune di Quarto”. Alle ultime due proposte di querela se ne aggiungono altrettante risalenti al luglio e ottobre del 2017.

“NESSUN BAVAGLIO!” – «Attendiamo che la Procura prenda in carico questa proposta – spiega l’avvocato di Pisano, Luigi Rossi – Siamo pronti a far valere le nostre ragioni. Qui si confonde il diritto di critica dalla diffamazione: non permetteremo a nessuno di metterci il bavaglio».

DELIBERE VALIDE? – Resta da capire se gli ultimi due atti di giunta abbiano valore, visto che in quel momento – alle 16 di martedì scorso – si era ancora in attesa di conoscere la decisione della Prefettura in merito alla possibilità di proseguire l’attività amministrativa, legata alla “validità” dell’assise ridotta a soli dieci componenti.