Massimo Giarrusso, “padre fondatore” di Forza Gabriele

QUARTO – Un manifesto contro l’attuale amministrazione come ce ne potrebbero essere tanti, con dure critiche e attacchi all’indirizzo del sindaco e dei “suoi”. Ma a colpire dell’ultima nota diramata dal Partito Democratico e da altre forze di opposizione extraconsiliare (Udc, Psi, Articolo Uno) è la presenza tra i firmatari della civica Forza Gabriele. Ebbene sì, della lista che in consiglio comunale appoggia la maggioranza pro-Capuozzo ed è rappresentata anche in giunta da un assessore, nello specifico da Carmine Violante Scherillo ai Finanziamenti europei.

IL DOCUMENTO “INCRIMINATO” – La spiegazione è abbastanza semplice: a firmare il documento congiunto non sono stati i due eletti Vincenzo Lista e Maria Russolillo, bensì il “creatore” della civica, l’ex sindaco Massimo Carandente Giarrusso. In altre parole si tratta di un vero e proprio avviso di sfratto che il noto assicuratore ha inviato ai due consiglieri reduci dalla pace fatta con la fascia tricolore dopo una breve ed inutile “pausa di riflessione”: avevano prima ritirato il proprio assessore in aperto contrasto (?) con il primo cittadino per poi farlo rientrare un mese dopo con le stesse identiche deleghe.

PRONTA L’ESPULSIONE – Lo “sfratto”, dunque, è esecutivo: Biondi e Russolillo o escono dalla civica aderendo al gruppo misto, oppure la “cacciata” dalla lista sarà servita quanto prima, controfirmata proprio da Giarrusso. Il che confermerebbe anche le indiscrezioni risalenti all’inizio della crisi “farlocca” di maggioranza: dietro ci sarebbe stato lo zampino dell’ex sindaco forzista. Venendo al contenuto della nota congiunta, si tratta di una lunga lista di insinuazioni secondo le quali dietro la volontà di andare avanti sempre e comunque da parte dell’amministrazione, altro non ci sarebbero se non precisi obiettivi privati.

“LOGICHE SPARTITORIE” – «Dodici mesi per sancire un patto che nasce esclusivamente su pericolose logiche spartitorie. Il cosiddetto “Bene della città” è stato raggiunto solo per spartirsi quel poco che resta, senza alcuna trasparenza – dichiarano congiuntamente i coordinatori locali di Pd, Udc, Psi, Articolo Uno e Forza Gabriele –  I cosiddetti politici quartesi nelle stanze comunali tenderanno ad operare solo su questi “argomenti”: privatizzazione dei servizi idrici; variante al Piano Regolatore per realizzare un forno crematorio e nuovi loculi (Quarto, città dei morti). Esternalizzazione della fase di riscossione dei tributi con rischi di avere società poco affidabili nella gestione delle entrate comunali; gestione delle aree di parcheggio pubblico con il ritorno delle famigerate ed inutili “strisce blu”. L’unico bene che rimane al Comune è lo stadio comunale, con buona pace dello “Stato” e della cittadinanza. Si creano le condizioni per pericolose infiltrazioni, le forze democratiche staranno ben attente e pronte a denunciare ogni tentativo ai danni della nostra comunità per favorire opachi interessi privati».