QUARTO – Decibel in eccesso a Quarto. Nelle ultime giornate numerose segnalazioni sono giunte tra i corridoi del palazzo di governo di via De Nicola da parte di residenti stanchi ed esasperati perché svegliati improvvisamente dai fuochi d’artificio. Lamentele in cui i cittadini sottolineano il confine che intercorre tra la libertà individuale e il senso civico. Un rapporto da cui scaturisce poi la vita di un’intera comunità. Nel vortice delle polemiche sono finiti, dunque, anche i festeggiamenti in onore di Santa Maria. E la comunità si è ‘spaccata’ in due: da un lato i favorevoli, dall’altro i contrari.

LA PROPOSTA – «E dopo una buona mezz’ora di botti pesanti, gli ‘indigeni’ del luogo ci hanno concesso una pausa. Forse riprenderanno questa notte quando la gente vuole riposare perché all’indomani deve lavorare. I fuochi pirotecnici sono belli da vedere, ma qui a Quarto non sono ancora conosciuti. A mio parere si dovrebbe fare un referendum; credo ci siano molti cittadini come me che non accettano tali manifestazioni», è la proposta di un residente. Ma l’idea non è stata gradita dai più fedeli, legati ai tradizionali festeggiamenti in onore della Patrona: «Chi non sta bene qui, può trasferirsi in altri paesi».

LE LAMENTELE – L’esplosione dei fuochi d’artificio risulta comunque un’usanza all’ordine del giorno anche durante gli altri mesi dell’anno. Ad avere la peggio sono sempre i bambini, gli anziani e gli animali domestici e randagi. Questi ultimi sono terrorizzati e, spaventati dal rumore assordante dei botti, iniziano a correre per le strade, divenendo anche un potenziale pericolo per gli automobilisti. Colori, luci e boati per celebrare matrimoni, comunioni, compleanni ed altre feste private. I mugugni corrono soprattutto sui social network, sempre più megafono per esternare il malcontento, ma anche tra le vie cittadine dove in molti contestano questo rito.