QUARTO – Doveva essere un simbolo di riscatto, di legalità. Ed invece oggi è un enorme immondezzaio, tra rifiuti abbandonati ed erba alta a ricoprire ciò che resta di una delle macchina da soldi del clan Polverino: l’ex cementificio di via Marmolito.

DALLA PISCINA OLIMPIONICA ALLA “MUNNEZZA” – Per anni, dopo la sua confisca, è stato oggetto di numerosi progetti di riqualificazione, ma ad oggi nessuna pietra è stata ancora posata. Durante l’amministrazione targata Sauro Secone, l’area avrebbe dovuto ospitare addirittura una piscina olimpionica. Si partì nel settembre del 2007 con la presentazione di un progetto del valore di circa 4 milioni e mezzo di euro. L’idea venne bocciata, perché ritenuta troppo onerosa e di difficile gestione. Il Comune pensò quindi di ripresentare un nuovo progetto, ma “ridotto”: 2,5 milioni, ma l’esito non cambiò. Entrambe le idee – dalla piscina lunga 50 metri a quella ben più corta – vennero bocciate.

SOLDI GETTATI VIA – Nel 2013, l’allora commissione straordinaria, presentò un nuovo progetto:  1,4 milioni di euro per realizzare aree attrezzate, campo di calcetto e di volley e altro. Anche quest’ultima idea finì nell’oblio. Nel frattempo si è registrato non solo uno spreco di tempo, ma anche di denaro. Nel 2008, infatti, l’area venne bonificata con una spesa di circa 700mila euro.

DISCARICA FRONTE STRADA – Oggi, però, di quell’opera di pulizia non ne resta traccia. All’interno sono ancora presenti – e in evidente stato di ossidazione – silos e betoniere, nonché un mezzo pesante. E poi ancora rifiuti ingombranti abbandonati da “privati”, assieme a copertoni e tanto altro. Dunque, lì dove veniva prodotto il calcestruzzo che la camorra imponeva agli imprenditori edili, sarebbe dovuto nascere qualcosa di nuovo di cui la città non è dotata. Ed invece ci si trova davanti a qualcosa di vecchio e sgradevole, non solo alla vista.