QUARTO – La ditta edile che stava eseguendo lavori al Vomero, presa di mira da Vincenzo Paragliola, è di Quarto. Un particolare non di poco conto, che ben rappresenta le modalità d’azione del clan Polverino nella gestione delle estorsioni, soprattutto quelle rivolte ai titolari di aziende edili. I lavori riguardano la ristrutturazione di una palazzina.

L’EXTRATERRITORIALITÀ NON CONTA – Ma è nella cittadina flegrea che si sarebbe consumato il reato: continue richieste di denaro, seppur con cifre non ancora stabilite e a favore “degli amici del posto”. In pratica, così come emerge anche dagli atti delle numerose inchieste dell’Antimafia di Napoli sul clan che opera tra Marano e Quarto, gli affiliati riuscirebbero sempre a sapere per tempo quali ditte edili abbiano avuto in affidamenti lavori edili. Dunque, nonostante la “extraterritorialità” del cantiere, è sempre a Quarto che il clan opera, taglieggiando gli imprenditori che svolgono lavori al di là dei confini comunali.

AMICIZIE INFLUENTI – Ma per farlo, il clan deve poter contare su “amicizie” influenti sparse dappertutto. D’altronde, son gli stessi magistrati della Dda partenopea a spiegare il funzionamento del sistema: «Il clan Polverino vanta strette alleanze con quasi tutte le organizzazioni criminali campane. Tale circostanza è di estremo rilievo, giacché consente […] di aggiudicarsi estorsioni anche fuori dai territori di interesse o, comunque, di entrare in trattativa con i clan di volta in volta competenti per territorio, dividendo gli introiti con una o più organizzazioni coinvolte nella vicenda»