QUARTO«Ci è stato comunicato che dovremo consegnare le chiavi e liberare lo spazio». E’ l’amaro sfogo dei Carc – Comitato di appoggio alla rivoluzione per il comunismo – che puntano il dito contro l’ex sindaco Rosa Capuozzo, accusata di aver “scippato” la sede che ospita l’associazione Estella per stabilirvi il proprio comitato elettorale (con la nascente lista civica Coraggio Quarto) in vista della tornata del prossimo 10 giugno.

“SFRUTTATO IL VANTAGGIO ECONOMICO” – In quel locale i Carc, assieme al collettivo Isis, oltre a dare vita all’associazione, hanno anche svolto diverse attività sociali. E sempre lì è ospitata l’associazione Hashiwa, da tempo impegnata nel mondo dei migranti. «Approfittando del fatto che il centro fosse autofinanziato  – spiegano i Carc – hanno sfruttato il vantaggio economico per accordarsi sottobanco con il proprietario dello spazio, senza rivolgersi alle associazioni e organizzazioni che hanno riqualificato il centro e non tenendo minimamente conto del fatto che lo spazio da più di un anno sia utilizzato da altre realtà che la stessa Coraggio Quarto ha affermato più e più volte di voler sostenere».

LA DIFESA – A respingere tutte le accuse è Antonio Liccione, tra i fondatori di Coraggio Quarto: «Stavamo cercando una sede e abbiamo chiesto al proprietario di questa sede l’eventuale disponibilità. Ci è stato risposto che da tempo qui non si vede più nessuno e che il locale poteva essere fittato ad altri. Non abbiamo rubato proprio nulla, e tra l’altro non abbiamo nemmeno le chiavi, non ancora. Abbiamo proposto all’associazione di poter continuare ad utilizzare la sede assieme a noi, ma senza alcun simbolo politico, solo per attività sociali».

CONTROPROPOSTA INACCETTABILE –  Una proposta, quest’ultima, che però ha finito per esasperare ancora di più gli animi: «Per noi la proposta è inaccettabile – hanno aggiunto i Carc – Significa non considerare minimamente il duro lavoro fatto per conquistarsi quel posto di agibilità, ma soprattutto significa non tener conto della pratica e del lavoro che gli organismi che vivono lo spazio svolgono sul territorio. Leggiamo questa scelta come un attacco politico. Non è realistico pensare che erano finite le sedi a Quarto da fittare».