QUARTO – Un permesso a costruire atteso per anni e che aprirà la strada alla realizzazione di ben 45 nuovi appartamenti, dei quali 19 di edilizia popolare. E’ quello concesso a due ditte edili che si apprestano a realizzare le opere in via Seitolla.

LA STORIA INFINITA – Una vicenda tortuosa, andata avanti a colpi di carte bollate, ricorsi in tribunale e nomine di commissari al posto dei tecnici comunali. E’ il 2009 quando viene rilasciato il primo permesso a costruire, riguardante però la realizzazione di 46 alloggi con finalità turistico-alberghiere. Ma di lì a poco la Regione vara il così detto “Piano Casa”, che prevede su particolari aree che almeno il 35 per cento delle nuove abitazioni da costruire vengano destinate alle fasce più deboli. Approfittando dell’opportunità, nel 2012 gli imprenditori decidono di richiedere al Comune un cambio di destinazione d’uso, non immaginando che sarebbe iniziata una vera e propria odissea.

“COMPORTAMENTO ILLEGITTIMO” – Il Comune, infatti, si trincera dietro ad silenzio-rifiuto per lungo tempo, tanto che la vicenda viene portata all’attenzione del Tar. La Seconda sezione del tribunale amministrativo regionale, dopo aver giudicato illegittimo il comportamento del Comune, sprona l’ente locale a decidere se concedere o meno il cambio di destinazione entro i successivi 30 giorni dalla sentenza: è il 3 ottobre del 2014. Ma ancora nulla si muove e gli stessi magistrati decidono di nominare un commissario ad acta, al quale affidare la “pratica” in sostituzione dei tecnici di via De Nicola. Nel giro di poco tempo la vicenda si sblocca e viene anche firmata la convenzione tra Comune e le due ditte esecutrici. Nel documento vengono sottolineati anche i parametri riguardanti le cubature e la destinazione dei nuovi alloggi. Saranno 15mila i metri cubi da edificare, tra i 19 alloggi popolari e i 26 destinati ala libero mercato. Inoltre, vengono stabiliti i criteri di assegnazione della case di edilizia sociale. Tra questi la residenza anagrafica a Quarto o lo svolgimento dell’attività lavorativa nel Comune flegreo e un indicatore Isee non superiore ai 30mila euro.

FASCE PIÙ DEBOLI – Un parte degli alloggi popolari, inoltre, saranno destinati ad una fascia ancora più ristretta di persone che abbiano familiari a carico affetti da invalidità, giovani coppie di sposi, immigrati regolari che vivono legittimamente in baracche o container ed esclusi da precedenti graduatorie.