fango_quarto-1QUARTO – Un ordine del giorno generico, ma che in realtà riguarda uno dei principali nonché più annosi problemi della città: il dissesto idrogeologico. Se ne discuterà domenica 22 gennaio dalle 10 e 30, in uno dei luoghi simbolo della disastrosa condizione in cui si trova la città: via Cuccaro.

PROGETTI MAI NATI – Ad organizzare l’incontro gli attivisti del Meetup Quarto 3.0. Tanti i singoli temi che ruotano attorno al dissesto idrogeologico di Quarto, ad iniziare da ciò che è stato annunciato e non ancora realizzato. Come ad esempio i tre importanti progetti riguardanti altrettante vasche: quella di via Cuccaro, di via Caselanno e di via Crocillo. Circa 2 milioni di euro, questo il valore totale dei tre lavori di sistemazione degli impianti di raccolta delle acque pluviali. Erano stati annunciati dall’amministrazione comunale nell’ottobre del 2015, ma ad oggi nulla si è visto di concreto. Tutto ciò mentre i residenti di via Cuccaro e via Santa Maria sono costretti  a fare gli scongiuri ogniqualvolta inizia a piovere.

capuozzo_delucaAPPELLI INASCOLTATI – La competenza ad agire su canali e vasche è della Regione, per mano del Genio Civile. Ed è proprio nei confronti di quest’ultimo organo che più volte sono stati lanciati appelli affinché si sblocchino i progetti. «Ancora una volta sollecitati gli organi competenti, ancora una volta nessuna risposta». Così il sindaco Rosa Capuozzo nell’agosto del 2016, rivolgendosi proprio al Genio Civile. Ma di risposte ne vorranno anche chi domenica ha organizzato il gazebo, gli stessi che molto presumibilmente non mancheranno di attaccare chi siede al secondo piano di via De Nicola.

LA PROMESSA DI DE LUCA – La stessa che nell’ottobre scorso incontrò il governatore Vincenzo De Luca, il quale promise: «Vedremo, dopo questo incontro, di sollecitare un intervento straordinario di pulizia delle vasche prima di entrare pienamente nel periodo invernale: cercheremo di dare un mano in tempi rapidi». Probabilmente gli organizzatori del gazebo di domenica si rivolgeranno anche a chi ha pronunciato queste parole quasi cento giorni fa. C’è poi il nodo alluvione, quello risalente al marzo del 2005, con contenziosi ancora in atto con le ditte che eseguirono i lavori di somma urgenza e con 2,5 milioni di euro bloccati, fondi stanziati proprio a ridosso del l’evento che devastò la città.

L’ALLUVIONE INFINITA – Ed anche su questo punto meritano attenzione le parole dell’ex sindaco di Salerno, pronunciate il 18 ottobre di fronte al primo cittadino: «Il sindaco Capuozzo mi aveva sollecitato un incontro per pormi alcuni problemi, relativi in modo particolare all’assetto idrogeologico, agli allagamenti da evitare. Abbiamo un vecchio problema che risale all’alluvione del 2005, con contenziosi in atto. Le risorse sono quelle che sono, ma credo che Quarto meriti un’attenzione che non ha mai avuto per troppo tempo»