QUARTO – Sono di Genova i due writers bloccati dai carabinieri, sorpresi ad imbrattare un treno fermo al deposito Eav di Quarto Officina. Per loro è subito scattata una denuncia da parte dei militari, e stesso provvedimento potrebbe essere preso dalla società che gestisce il trasporto su ferro. Pesanti le accuse nei loro confronti: interruzione di pubblico servizio, invasione di edificio e danneggiamento aggravato. Un particolare, quello della provenienza ligure dei due writers, in realtà ben spiegabile. Nell’ambiente, infatti, non è raro che si percorrano anche centinaia di chilometri per realizzare murales in altre zone d’Italia.

I MOTIVI – Più difficile da decifrare è il contenuto della scritta sul convoglio realizzata nella notte tra martedì e mercoledì. C’è quella che potrebbe essere una sigla, un nome di battaglia di un altro writer, seguita da «ladro». Di fianco, un’altra scritta: «Mio fratello è partenopeo» dal sapore più “calcistico”. Da tempo le due tifoserie del Genoa e del Napoli sono gemellate e non si esclude il riferimento a questa amicizia da curva. Le scritte, tra le quali quella offensiva e rivolta non si sa a chi, sarebbero potute circolare tra Napoli e la provincia se non ci fosse stata l’allerta di un vigilantes in servizio alla struttura di via Scarlatti. Subito dopo sono arrivati i carabinieri che hanno beccato i due praticamente in flagranza.

IL PRESIDENTE – Adirato il presidente dell’Eav Umberto De Gregorio: «Ora basta, nessuna clemenza. L’azienda, che in più occasioni ha cercato di stabilire un dialogo con i writers arrivando anche ad un incontro pubblico con i fermati dai carabinieri in un’occasione precedente, decidendo poi di non procedere nei confronti dei ragazzi, sente oggi l’obbligo di essere intransigente con i protagonisti di questi atti percorrendo tutte le azioni legali tese alla difesa degli interessi della Società. Procederemo, quindi, a costituirci parte civile contro i fermati ed a richiedere il risarcimento dei danni».