diabeteQUARTO – Uno scippo ai danni della popolazione. Il sindaco Rosa Capuozzo definisce così la decisione dell’Asl Napoli 2 Nord di sopprimere il centro specializzato per i pazienti diabetici che fino a lunedì operava all’interno del Palazzo di Vetro di corso Italia.

DECISIONE CONTRASTATA – I vertici dell’azienda sanitaria avevano deciso che d’ora in poi gli affetti da patologia diabetiche residenti a Quarto avrebbero dovuto utilizzare esclusivamente il centro di Marano. Un Comune, però, che seppur confinante con quello quartese, è mal collegato dal punto di vista del trasporto pubblico. Da qui la richiesta, poi accettata, di mettere a disposizione dei quartesi anche il centro diabetologico di Pozzuoli, in via Terracciano. La “contrattazione” è avvenuta anche grazie all’intervento dell’assessore comunale Mauro Scarpitti, dietro espressa delega del primo cittadino: «I mezzi di comunicazione tra Quarto e Marano non sono sufficienti e pertanto abbiamo deciso, grazie alla sensibilità dei referenti regionali, di avviarci verso una soluzione alternativa per coloro i quali già vivono il disagio a causa del problema patologico – spiega Scarpitti – Nonostante esistesse un piano sanitario in essere, la Regione ha concesso ai pazienti appartenenti all’ambito quartese di potersi recare anche presso il distretto sanitario di via Terracciano a Pozzuoli e non solo all’Asl di Marano».

“SPOSTAMENTO CALATO DALL’ALTO” – Non nasconde la propria delusione la fascia tricolore: «Un altro scippo ai nostri cittadini, i quali dovranno subire una decisione caduta dall’alto. Noi, come amministrazione, poco o nulla abbiamo potuto, anche perché il tutto è stato deciso da un ente superiore, ciò nonostante abbiamo fatto sentire la nostra voce e con la soluzione alternativa, quella di Pozzuoli, abbiamo almeno limitato i danni per i nostri cittadini. Comunque continueremo la nostra battaglia non ci fermiamo qui, lotteremo ancora per ottenere il ripristino del servizio. La nostra città non può subire la privazione di questa fondamentale attività».