QUARTO – La carica di vice-sindaco, un nuovo presidente del consiglio e un deciso rimpasto in Giunta. Sarebbero state queste le richieste avanzate venerdì scorso da Gabriele Di Criscio e portate all’attenzione del sindaco Rosa Capuozzo, che le ha subito respinte ricevendo in cambio le dimissioni di ben sei consiglieri, cinque dei quali della maggioranza che la sostiene.

IL DITO PUNTATO: “I PROGRAMMI SI FANNO ASSIEME” – «Non mi faccio dettare gli aut-aut da nessuno – ha spiegato il primo cittadino poche ore dopo la consegna delle dimissioni – Non l’ho fatto due anni fa e non lo farà adesso. Il sindaco sono io, i programmi si decidono insieme. La città non può essere amministrata da un sindaco fantoccio». Dunque, è tutto per Di Criscio il dito puntato contro della Capuozzo che dopo aver definito i dimissionari «Vigliacchi senza il coraggio delle proprie azioni», sottolinea quanti progetti rischierebbero ora di rimanere tali.LE MANI DEI PRIVATI SULL’ACQUA PUBBLICA – Tra questi il Puc, il Piano urbanistico comunale e la realizzazione di una rete fognaria parallela del valore di circa 10 milioni di euro. Ma all’orizzonte c’è anche il rischio di vedere la gestione del servizio idrico nelle mani di privati, così come l’esternalizzazione della riscossione dei tributi. Due temi caldi che secondo il sindaco avrebbero pesato non poco sulla rottura con i sei oramai ex consiglieri: «Probabilmente per questi consiglieri privatizzare l’acqua è una cosa di poco conto. Se qualcuno abbia avuto l’intenzione di fare questo con la mia faccia, si era sbagliato».

VERSO NUOVE ELEZIONI? – Intanto, si attende la decisione della Prefettura circa la possibilità di andare avanti con soli dieci eletti in consiglio comunale (a Gabriele Di Criscio, Brigida Giaccio, Enrico Alborino, Francesco Passaro, Antonio Brescia e Vincenzo di Pinto c’è da aggiungere Umberto Traverso, che però si è dimesso non per motivi politici ma per l’osservanza di una sorta di turn-over interno previsto dalla sua lista Uniti per Quarto) In caso di assenso da parte della Prefettura, Rosa Capuozzo avrebbe due strade da percorrere: continuare con numeri oramai risicatissimi o dimissioni dell’intero suo gruppo consiliare, il ché consentirebbe di andare al voto già a maggio prossimo. D’altronde il “suo” simbolo già ce l’ha, ed è quello di Coraggio Quarto, movimento nato pochi mesi fa. Sul fronte opposto si ritroverebbe ancora Gabriele Di Criscio, da ex nemico giurato alle elezioni del 2015 a suo “salvatore” l’anno dopo, ed infine a “capo” della fronda che ha portato all’ennesima quanto probabilmente definitiva crisi.