QUARTO – Iniziò da un lontano giorno di San Valentino l’attacco della camorra al Comune, tutto per riuscire e mettere le mani sull’attività più redditizia per l’organizzazione criminale: l’edilizia. Bombe, pestaggi, minacce. L’allora clan Nuvoletta aveva messo gli occhi sulla cittadina flegrea, all’epoca in piena espansione. Una violenza, quella del clan, che forse non si sarebbe più ripetuta, almeno con quelle dinamiche.

IL SAN VALENTINO DI FUOCO – Era il 14 febbraio del 1982 quando a saltare in aria è l’auto dell’assessore all’Urbanistica. L’uomo, secondo l’Antimafia di Napoli, sarebbe stato contrario alla pratica del silenzio-assenso per la concessione delle licenze edilizie. Pochi mesi dopo, il 29 novembre dello stesso ano le fiamme avvolgeranno l’auto ed il garage del sindaco dell’epoca, a quanto pare anch’egli contrario al silenzio-assenso e dunque a quanto desiderato dalla camorra. L’anno successivo, ad ottobre, una bomba ad alto potenziale distrugge una ruspa impegnata in un cantiere dove si stavano abbattendo alcune abitazioni abusive. Il titolare della ditta edile lascerà l’incarico, evidentemente intimorito per quanto accaduto. Il 16 maggio del 1989 l’auto di un consigliere comunale viene crivellata di colpi. Poco dopo, lo stesso consigliere viene “invitato” a lasciare l’attività politica. L’anno dopo lo stesso trattamento verrà riservato alle auto di altri esponenti della minoranza.

PESTATI I COMPONENTI DELLA COMMISSIONE EDILIZIA – Esemplare, poi, quanto accaduto nel 1992, l’anno in cui arrivò il primo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni della malavita: pestati a sangue e costretti a partecipare ad una riunione della commissione edilizia due componenti della stessa, “colpevoli” di aver mandato deserta una precedente riunione con la loro assenza. Questo era il clima dell’epoca, di quando il mattone attirava più di ogni altra attività, e gli abusi si moltiplicavano senza soluzione di continuità.