Carabinieri negli uffici comunali

QUARTO –  Il blitz è scattato alle 8.40 di questa mattina negli uffici comunali. Contemporaneamente 20 abitazioni e 2 aziende venivano messe a soqquadro dagli uomini della Direzione Distrettuale Antimafia. Perquisita anche l’abitazione del sindaco Massimo Carandente Giarrusso, che però non risulta essere iscritto nel registro degli indagati. “Concorso in associazione camorristica” con il clan Polverino, scattavano 4 avvisi di garanzia e l’incubo delle infiltrazioni camorristiche che incombeva sul comune di Quarto. Il filone è quello dell’inchiesta sul Clan Polverino, decapitato il 3 maggio dell’anno scorso con una maxi retata che portò in manette 40 persone. Tra questi anche Armando Chiaro, ex capogruppo del PDL di Quarto e di Salvatore Camerlingo, candidato al consiglio comunale con la lista “Noi Sud”.

L'ufficio tecnico perquisito dagli inquirenti

GLI INDAGATI –  I Pubblici Ministeri della DDA di Napoli , Antonello Ardituro, Marco del Gaudio e Cristina Ribera, proseguono sul filone d’inchiesta su sospette infiltrazioni del clan dei “maranesi”. Appalti, false documentazioni, pressioni su scelte urbanistiche come emerso anche dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia  Roberto Perrone. Quattro da ieri sono gli indagati. Si tratta di Giovanni Amirante, consigliere comunale eletto nei Verdi; Giulio Cecere, Capo del settore Tecnico (Ufficio Tecnico) del Comune di Quarto; Roberto Guariglia e Salvatore Mallardo, tecnico esterno del Comune di Quarto. I 4 sono indagati per concorso esterno nel favorire il clan. A condurre le perquisizioni gli uomini della Seconda Sezione del Nucleo Investigativo di Napoli diretti dal Capitano Giampaolo Brasili. Durante i controlli domiciliari proprio a casa del Capo dell’ufficio tecnico Cecere gli inquirenti hanno trovato diverse pratiche e alcuni registri manomessi.

LE ACCUSE –  Tutti e 4 secondo quanto scritto dai PM “ concorrevano esternamente all’associazione camorristica denominata clan Polverino in quanto, pur non essendo stabilmente inseriti nella predetta compagine criminale, operavano sistematicamente con gli associati e specificamente con Perrone Roberto, esponente apicale della predetta consorteria camorristica e capo di detta compagine nella zona di Quarto, fornendo uno specifico e concreto contributo ai fini della conservazione e del rafforzamento della suddetta associazione camorristica soprattutto per consentire alla stessa consistenti infiltrazioni nel settore edile dal 2009”. Mentre Giovanni Amirante e Giulio Cecere, secondo quanto si legge nel decreto emesso dai tre Sostituti Procuratori della DDA  “in concorso tra loro e con altri soggetti in corso di identificazione, formavano atti di contenuto falso in quanto apponevano i numeri di concessioni edilizie già rilasciate dal Comune di Quarto per determinati siti inserendoli in altre pratiche edilizie per le quali non avrebbero potuto essere rilasciati i conseguenti provvedimenti concessori, così formando nuovi titoli autorizzatori apparentemente regolari tra cui il complesso immobiliare denominato San Pietro e Paolo e l’immobile sito in Via Sant’Artema di Quarto”.

GENNARO DEL GIUDICE

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