QUARTO – Nulla di fatto, l’ipotesi di un apparentamento tra la coalizione tra Rosa Capuozzo ed il candidato sindaco Davide Secone è tramontata del tutto. E a tornare è il clima elettorale, con schermaglie e precisazioni da una parte e dall’altra. «Bisogna riflettere bene prima di “diventare parente” di qualcuno – sottolinea Secone – Come nostro solito abbiamo affrontato la questione collettivamente perché il nostro modo di fare politica è questo: trasparente e aperto al dibattito continuo per decidere tutti insieme».

“LA PROPOSTA CI E’ ARRIVATA DALL’EX SINDACO” – Il candidato alla guida delle due civiche Davide Secone Sindaco e Un’Altra Città, poi aggiunge: «La proposta di apparentamento di cui scriviamo ci è arrivata dalla lista dell’ex sindaco Rosa Capuozzo “Coraggio Quarto” e “Italia in comune”. Di fronte a questa proposta noi ricordiamo quando appoggiammo nel 2015, senza se e senza ma, la lista del Movimento 5 stelle guidata dalla Capuozzo. Come cittadini sentimmo la responsabilità politica di schierarci contro i poteri forti del paese, senza chiedere nulla in cambio; rifiutammo in un secondo momento anche la proposta di assessorato che ci era stata fatta nella seconda fase dell’amministrazione Capuozzo perché era evidente non ci fossero più le condizioni per essere incisivi nel cambiamento della città di Quarto. La responsabilità politica che veniva richiesta non c’è stata da parte della giunta uscente. Di fronte a questa richiesta di “diventare parenti” la nostra proposta è stata un’altra: appoggiateci senza se e senza ma. Uniamo le nostre forze per vincere contro Sabino&Company al ballottaggio».

“SECONE HA CHIESTO UN CONFRONTO CON NOI” – Dal fronte del sindaco uscente, quello di Rosa Capuozzo, la “versione dei fatti” è quanto meno differente: «Ci teniamo a precisare agli attivisti che sostengono il candidato Secone, ma soprattutto a Davide Secone, che non abbiamo mai chiesto, né tanto meno parlato di consiglieri, di poltrone e di incarichi vari. Il candidato Secone all’indomani della tornata elettorale ha chiesto un confronto con me e una mia delegazione, dinnanzi a Claudio De Magistris (garante per entrambi le parti in causa) chiedendo la nostra disponibilità per un possibile “apparentamento”. Una situazione che per quanto mi riguarda già si prospettava difficile e con poche possibilità di successo per la netta differenza sui modi d’agire e i differenti modi di fare politica. Abbiamo parlato di programmi e di punti comuni da portare avanti insieme, ed abbiamo rifiutato qualsiasi surrogato o proposta politica come il cosiddetto posto in giunta».

IL PRIMO TURNO – Dunque, domenica prossima ognuno andrà per la propria strada. Una settimana fa, Antonio Sabino ha ottenuto poco più del 47 per cento dei voti, mentre Davide Secone poco più del 20.