QUARTO – Nelle campagne di Quarto, al confine con Pianura, i carabinieri della tenenza di Quarto (diretti dal tenente Leonardo Rosano) e del Nucleo Operativo e Radiomobile di Pozzuoli (diretti dal tenente Luca La Verghetta) “si appiattano” nell’ambito di un’indagine su alcune rapine perpetrate a Pozzuoli e scoprono un autentico arsenale da guerra.

LA SCOPERTA – I militari, durante le operazioni di osservazione, hanno notato sopraggiungere un’anonima Fiat Punto: a bordo 4 soggetti, i quali però, alla vista dei carabinieri, si sono dati alla fuga. A quel punto scatta l’inseguimento. I quattro vengono perquisiti e trovati in possesso delle chiavi di accesso al terreno in cui stavano entrando se non fossero stati scoperti dai carabinieri. Entrati in quel fondo, i militari vi trovano una Fiat 500 e una Citroen Saxo, entrambe provento di rapine perpetrate a Pianura il 14 febbraio, e un fucile.

I NOMI – I quattro vengono quindi sottoposti a fermo per ricettazione e detenzione illegale di armi e munizioni. Sono Salvatore Romano, 37 anni, Marco Battipaglia, 41 anni, Antonio Vanacore, 30 anni, e Pasquale Esposito junior, 25 anni, tutti già noti alle forze dell’ordine e ritenuti affiliati al clan “Mele” di Pianura. Dopo le formalità sono stati trasferiti presso il carcere di Secondigliano dove sono ancora detenuti dopo la convalida dei fermi da parte del Gip di Napoli.

LE INDAGINI – Sviluppando poi le indagini connesse al fermo, i carabinieri hanno rinvenuto in un terreno terrazzato attiguo al predetto, nascosti in un tubo idrico interrato a circa mezzo metro, un fucile automatico da guerra, un fucile semiautomatico a canne mozze (oggetto di furto in abitazione consumato il 12 agosto 2016 a Pozzuoli), un fucile sovrapposto a canne mozze (oggetto furto in abitazione consumato nel 2010 a Napoli), una semiautomatica con matricola abrasa e 72 cartucce di vario calibro. Il tutto è stato sequestrato a carico dei 4 soggetti.