QUARTO – Un referendum popolare per far decidere ai cittadini su scelte importanti, come l’affidamento del servizio idrico ed il ritorno della sosta a pagamento. L’idea è di Francesco Dinacci, l’ex candidato sindaco che si rivolge proprio all’attuale fascia tricolore, Rosa Capuozzo. Ma soprattutto si appella a ciò che rimane dell’opposizione in consiglio comunale.

IPOTESI SOSTA A PAGAMENTO – «Si parla di voler prevedere innanzitutto le strisce blu a pagamento dal centro alle zone periferiche. Ma come è possibile non vedere che oramai sono diversi anni che la città non attrae più nessun cittadino che sceglie di venire nel nostro Comune per mancanza di ogni servizio essenziale, e quindi la priorità non è tassare chi resta ma cambiare radicalmente il volto della nostra città? – chiede Dinacci – Si può avere certezza sull’importo e sulle caratteristiche del progetto? Non sarebbe meglio pensare a una regolamentazione con disco orario e ad aree di parcheggio diffuse lungo tutto il territorio comunale?».

APPALTO DECENNALE? – Lo stesso ex segretario del circolo locale del Pd (che non ha rinnovato l’iscrizione, passando a Articolo 1 – Movimento democratici e progressisti) lancia poi un affondo sull’eventualità di affidare il servizio idrico a privati per ben dieci anni: «Si vocifera poi che che sarebbe già pronto un piano di gestione decennale del servizio idrico. Per quale motivo si sceglierebbe una soluzione con un appalto a un privato addirittura per dieci anni per un servizio essenziale come l’acqua? Per fare che cosa, e con quali garanzie per il Comune? Ai cittadini di Quarto quali diritti vengono garantiti se l’interesse prioritario che si percorre diventa il profitto del privato a danno del pubblico? Dove sono finite la democrazia partecipata e la tutela dell’acqua come bene comune? Già sappiamo che il Sindaco sta facendo tutto il contrario di quanto promesso in campagna elettorale pur di mantenere il potere».

L’APPELLO – A questo punto arriva la proposta di referendum popolare: «Le voci libere e le forze di opposizione possono muoversi insieme, ora. E se è necessario, devono dichiararsi anche pronte anche a promuovere un referendum popolare per difendere gli interessi dei cittadini di Quarto contro ogni sopruso».

LA REPLICA DEL SINDACO – Con una nota ufficiale, l’amministrazione comunale nega qualsiasi ipotesi di affidamento a privati del servizio idrico: «Preso atto dell’allarmismo venuto a crearsi, riteniamo necessario precisare alcuni punti fondamentali della nostra azione politica, che non si esaurisce in post sui social. Il referendum del 2011, con il quale milioni di italiani si sono espressi a favore dell’acqua come bene comune sottratto alle logiche del profitto, rappresenta il nostro punto di partenza ed il riferimento continuo quando si affronta il tema delle risorse idriche. Questa linea di principio non è mutata nemmeno di fronte ai veri e propri atti di negazione della volontà popolare posti in essere dal Pd quali lo sblocca Italia e la legge regionale 15 del 2016 istitutiva dell’Eic (Ente idrico campano, ndr) Oggi, la nostra amministrazione, rappresentata dal sindaco Rosa Capuozzo, unitamente al comune di Napoli, associazioni e comitati, attraverso la lista acqua bene comune porta avanti la battaglia per tutelare il carattere pubblico della gestione delle risorse idriche. A Quarto non c’è in atto alcun tentativo di privatizzazione dell acqua: i tentativi in tal senso sono prerogativa del Pd. Qualcuno, che ne è stato illustre rappresentante fino a pochi giorni fa lo dimentica o finge dimenticare».