L'arresto di Lino Pagliuca

POZZUOLI – Un’intera famiglia finita in galera: padre, madre,  tre figli, due generi e un nipote. La famiglia  Pagliuca del Rione Toiano per gli inquirenti avrebbe rappresentato una sorta di “clan satellite” del sodalizio criminale capeggiato dai Longobardi, a sua volta alleati con i Sarno di Ponticelli. Una famiglia di “luogotenenti” che portava avanti le attività criminali per conto del sodalizio alleato con l’altro clan, quello dei Beneduce. In tutto 8 membri di un intero nucleo familiare finirono in manette all’alba del 24 giugno dell’anno scorso. Dopo 15 mesi, su otto sette rimangono rinchiusi in galera. Tutti hanno scelto il rito abbreviato.

UN’INTERA FAMIGLIA E’ FINITA IN GALERA – Marito e moglie, Partorina Arcone e Salvatore Pagliuca (detto ‘o biondo) sono stati condannati rispettivamente a 18 e 20 anni di reclusione. Insieme a loro i figli Procolo (detto “Lino”), anche lui a 20 anni. Mente per l’altro figlio Mario la pena è di 10 anni di reclusione; 6 anni invece per la  figlia Cinzia. Condannata a 6 anni anche la moglie di Procolo, Francesca Mastantuoni e un nipote di Partorina, Gaetano Arcone, condannato a 7 anni di galera. Assolto invece il genero dei Pagliuca, Salvatore Baldino, marito di Cinzia. Un’intera famiglia coinvolta nelle attività del clan.  Dopo l’arresto del capofamiglia Salvatore, le redini del clan “Pagliuca” sarebbero poi passate nelle mani del figlio Procolo. Di loro parlò ai magistrati della DDA di Napoli un pentito del clan, Franesco De Felice, che per anni è stato affiliato alla cosca.

L'arresto di Salvatore Pagliuca

UNA MAZZATA – alla criminalità organizzata puteolana quella inferta dal Giudice per le indagini preliminari di Napoli Federica Colucci.  Le richieste di condanna dell’accusa sono state accolte quasi in tutte pieno insieme alla confisca di tutti i beni sottoposti a sequestro. Inoltre ci sarà anche il risarcimento integrale delle parti civili costituite, tra le quali c’è il Comune di Pozzuoli.

TRA LE CONDANNE PIU’ ALTE-  spiccano quelle di Ferdinando Aulitto , anni 20 di reclusione,  Antonio Luongo ( o’pazz), Leonardo Avallone  (o’Jattillo), Vincenzo Carnevale e  Gennaro De Vito(Tuttù) condannati tutti alla pena di anni 14 di reclusione. Per ognuno di loro è stata riconosciuta l’appartenenza al sodalizio criminale puteolano denominato clan Longobardi-Beneduce così come tutti gli altri soggetti considerati gregari hanno avuto pene abbastanza salate che oscillano tra gli 8 ed i 12 anni di carcere. Dal calderone del maxi processo con rito abbreviato si sono “salvati” dalle pesanti accuse in pochi. Tra questi spiccano i nomi di  Castrese Attore, Giancarlo Bucci e Sergio Covone, tutti piccoli esercenti commerciali che si sono ritrovati in cella per un insieme di elementi e di fatti che il GIP Colucci avrà ritenuto non sufficienti o non probanti per una condanna di associazione camorristica.
TRA GLI ASSOLTI “ECCELLENTI” –  figurano anche Gennaro Ferro (fringuello) e Massimiliano Beneduce, difesi dall’avvocato Domenico De Rosa e Nicola Palumbo (faccia abbuffata) , difeso dall’avvocato Antonio Abet.
GENNARO DEL GIUDICE
[email protected]