Una foto rendering del progetto del Museo Memoriale del bradisismo

di Violetta Luongo

POZZUOLI – Sulle storiche passerelle di “Vicienz ‘a mmare” si consumava il melodramma di Ivonne Sanson e di Amedeo Nazzari in “Catene”, film cult del dopo guerra, ai quei tavolini più volte seduti anche personaggi illustri. Tra 14 mesi di “Vicienz ‘a mmare” non resterà più nulla, neppure lo scheletro che ancora si erge ai piedi di Rione Terra. Ma c’è ancora qualcuno che sogna di ridare vita e valore alla struttura. Da anni in disarmo, ecomostro di cemento che troneggia sul lungomare Pertini, spesso preso di mira dai clochard come ricovero o nascondiglio per drogati, è visto e immaginato come museo memoriale del bradisismo da Andrea Cavallaro. Il 28enne di Napoli ha elaborato un progetto per ridare vita alla storica struttura, sorta su un ex convento dei cappuccini e chiusa nel 1972 per i danni subiti dalle scosse sismiche.

 

 

IL PROGETTO – Un edificio che racchiuda la memoria di una città, che racconti lo sgomento e il dramma dei suoi cittadini costretti, da un esodo forzato a causa del bradisismo, ad abbandonare i luoghi cari a cui molti non faranno più ritorno. «Una città può rinascere solo se tiene ben stretto il proprio passato, la sua valorizzazione non può prescindere dal recupero della sua memoria, perciò ho progettato un museo del ricordo – spiega l’ideatore Andrea Cavallaro – unico nel suo genere e per questo ancora più difficile da realizzare». L’edificio preesistente dovrebbe ospitare il museo della città di Pozzuoli, con video, documenti e fotografie dell’epoca che ne ripercorrano la storia. Al piano terra sarebbero disposte le attività principali del complesso: quella ristorativa, museale ed un punto di informazione turistico. Un bar libreria al primo piano con sala di lettura-acquario, una terrazza-solarium dedicata al relax nella stagione estiva ed un’area polifunzionale per conferenze e mostre temporanee.

 

Immagine rendering del progetto di Cavallaro

“ARET ‘I BLOCCHI” – L’acqua, parte integrante, nel disegno fluisce da una vasca all’altra tramite una serie di piccole cascate artificiali. «Tanti elementi sono stati scelti per suscitare il ricordo del passato. Così – aggiunge Cavallaro – i percorsi con i “blocchi” di pietra nascono dall’intento di ricordare il nome con cui i puteolani chiamano quest’area “aret’ ‘i blocchi” e la loro antica funzione di protezione contro l’avanzata del mare». Ma il sogno visionario di Cavallaro non è stato solo motivo di studio, la sua è una proposta che continua ad ottenere consensi anche dal mondo del web come dimostrano i commenti positivi, i vari “like” alla sua pagina Facebook “Il Museo Memoriale del Bradisismo Flegreo”, creata appositamente, spiega «per far conoscere la mia idea ai puteolani e per misurare il consenso del progetto. I “mi piace” ed i commenti espressi sul social network potrebbero rappresentare l’introduzione di un nuovo tipo di progettazione: che parte dal basso e che non deve essere necessariamente “calata dall’alto”».

 

 

Immagine d'epoca del ristorante "Vicienz 'a mmare"

2 MILIONI PER DEMOLIRLO – Un sogno espresso nel trentennale dell’evacuazione della città di Pozzuoli dopo i gravi episodi del bradisismo del 1983 ma, ironia della sorte, quasi mezzo secolo dopo la dismissione il Comune e la Regione si sono accordati per l’abbattimento dello spettrale rudere. Circa 2 milioni e mezzo di euro serviranno per la demolizione con la realizzazione di una nuova piazza a mare con parco urbano attrezzato, pedane sugli scogli e solarium. Di “Vicienzo a ‘mmare” tra 14 mesi non resterà più nulla, ma la nuova passeggiata via Napoli-Rione Terra finanziata dall’Unione Europea, forse distoglierà la nostalgia dei puteolani.

 

 

LE FOTO

[cronacaflegrea_slideshow]