di Gennaro Del Giudice

Un frame dell'intervista al parcheggiatore abusivo
Un frame dell’intervista al parcheggiatore abusivo

POZZUOLI – Una notte di illegalità per guadagnare pochi euro dopo aver raggiunto la quota da consegnare al “caporale” che gestisce la zona. Solo dopo, se superi quella somma, riesci ad intascare i primi soldi, una manciata di spiccioli. Si sta in strada con l’ossessione della quota pattuita da consegnare per evitare minacce e violenze. Funziona così a Pozzuoli il “sistema” del parcheggio abusivo. A raccontarlo è proprio un guardamacchine. «Se vuoi fare il parcheggiatore abusivo devi metterti d’accordo con certe persone. Se ti metti d’accordo loro stabiliscono una somma sera per sera. Se non glieli dai va a finire che vieni anche picchiato» E’ il racconto shock di Mario (nome di fantasia), 40 anni, puteolano, che da anni vive nell’illegalità. Mario è un “soldato” del grande esercito di abusivi che sette giorni su sette, ventiquattro ore su ventiquattro invadono le strade della città di Pozzuoli.  Ma la vita di notte tra gli spiazzali e i marciapiedi della città lo hanno segnato fisicamente e mentalmente a tal punto da portarlo alla ribellione. Così ha deciso di raccontare al nostro giornale la sua storia fatta di vessazioni, minacce e costrizioni.

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