L'ex dipendente comunale finito in manette Silvio De Mari

POZZUOLI – Un usuraio violento ma “ufficialmente” povero. Silvio De Mari, 52 anni, fratello di Vera , la donna a capo della banda di usurai sgominata dalla DDA insieme ai Carabinieri di Pozzuoli, era tra i 250 destinatari del pacco alimentare messo a disposizione dal comune di Pozzuoli per le famiglie indigenti. Uno strozzino spietato con le vittime ma “povero” davanti ai servizi sociali, che sulla base dell’autocertificazione presentata dall’uomo, era rientrato nella graduatoria degli aventi diritto. Silvio De Mari, ex dipendente comunale detto “Bebbè” – secondo quanto si legge nell’ordinanza di custodia cautelare che all’alba di martedì ha portato in cella 9 persone – è ritenuto quale diretto collaboratore della sorella Vera nell’erogazione dei prestiti, nella pianificazione dei debiti contatti dalla stessa  e quale persona addetta ad intimidire le vittime in caso di ritardo o mancato pagamento del debito. «Per il tipo di reato contestato, incompatibile con lo stato di disagio dichiarato, il sostegno a questo signore non è più erogabile» – ha dichiarato l’assessore alle Politiche Sociali Teresa Stellato.

 

VIOLENTO ANCHE AL COMUNE – Un violento che aveva avuto problemi anche al comune di Pozzuoli dove, in un’occasione, tentò di aggredire un collega. Fatto che egli stesso aveva raccontato ad una sua vittima e di cui andava fiero “Io sono un tipo nervoso…quando mi prende, mi prende…io non ho niente da perdere…infatti anche al comune di Pozzuoli, mi hanno denunciato perché stavo per spaccare la testa a un comunale che non voleva darmi i soldi”

 

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LE MINACCE DI DE MARI – Ma il “ruolo” di Silvio De Mari all’interno della gang era quello di “esattore” “subordinato“ alla sorella che invece fungeva da erogatrice di soldi. In un’occasione i due – secondo quanto rilevato dagli investigatori attraverso intercettazioni telefoniche e secondo quanto raccontato dalle vittime – si facevano dare o promettere dalla vittima, a fronte di un prestito di mille euro, tassi usurai del 60%. Alte percentuali che aumentavano  le difficoltà disoccupati e imprenditori. In un’occasione proprio Silvio, al cospetto di un uomo in difficoltà nel restituire le rate del debito contratto, infilò la mano nella giacca della vittima impossessandosi del cellulare e sferrandogli un calcio in faccia.

 

LE INTIMIDAZIONE ALLA MOGLIE DI UNA VITTIMA – Intimidazione che l’ex dipendente comunale rivolgeva anche ai familiari delle sue vittime quando queste erano impossibilitate a restituire le rate del prestito – “Questa è la volta buono che lo uccido” – disse una volta Silvio De Mari alla moglie di una vittima – andate via da qua..perchè sfondo il cancello con la macchina ed entro fino a dentro casa, oppure mi prendo la sua macchina e risolviamo” – ed ancora – “Mi sono stancato adesso basta sto sopportando abbastanza è maltempo digli a tuo marito che vendesse il televisore tutto quello che ha l’importante è che faccia soldi e me li porti”.

 

GENNARO DEL GIUDICE