Il blitz che ha portato in carcere 9 usurai

POZZUOLI – Cade il muro di paura e omertà a Pozzuoli. Dopo gli arresti messi a segno martedì dai carabinieri della Compagnia e del Nucleo Operativo di Pozzuoli, le vittime dell’usura sembrano aver preso coraggio. A confermarlo è anche una telefonata di una vittima dell’usura, giunta nel pomeriggio di ieri alla redazione del nostro giornale, che ha chiesto un aiuto per denunciare la sua storia all’associazione antiracket e antiusura “SOS Impresa- Rete per la legalità.” Disperata per l’incubo che vive a causa dei suoi strozzini, la vittima è riuscita a far giungere il proprio grido di aiuto all’associazione che da tempo si batte in difesa delle vittime di racket e usura.

 

Luigi Cuomo - SOS Impresa

NUMEROSE SEGNALAZIONI – Un episodio che non sembra essere isolato. Infatti, dal giorno del blitz che ha portato in manette i nove usurai della “Holding” dell’usura, numerose sono state le segnalazioni giunte al centralino dell’associazione antiracket presente nei comuni di Pozzuoli, Bacoli e Quarto. In particolare, le richieste di aiuto sono arrivate proprio dai quartieri in cui sono stati catturati i componenti della banda De Mari ovvero Monterusciello, Licola Mare e Rione Toiano «Da due giorni i centralini del nostro numero verde 800 900 767 sono intasati dalle telefonate di aiuto da parte delle vittime. – afferma Luigi Cuomo presidente dell’associazione antiracket e antiusura – E’ un segnale molto incoraggiante, sintomo che qualcosa forse sta cambiando. Chi è ancora sotto il peso di questi ricatti non esiti a contattarci e troverà un amico giusto pronto ad accompagnare ed aiutare gratuitamente ed in modo altamente professionale le vittime» 

 

GENNARO DEL GIUDICE