La zona dei "600 alloggi" dove viveva il 41enne

POZZUOLI –  L’ hanno trovato morto sul divano, davanti alla televisione. Dalla sua casa usciva un odore nauseante che aveva costretto i vicini a rintracciare il padre e a chiamare la polizia. Poi la drammatica scoperta fatta in una casa popolare dei “600 alloggi”, nel quartiere di Monterusciello. Il cadavere di Michele Vuttariello, 41 anni, puteolano, era già in avanzato stato di decomposizione. L’uomo viveva da solo nella sua abitazione in via Giorgio De Chirico. L’ultima volta che amici, parenti e vicini l’avevano visto era stato mercoledì, poi da quel giorno il black out. Del 41enne nessuna traccia, né alcuna notizia. I vicini di casa preoccupati dalla puzza che fuoriusciva da quell’abitazione sabato sera avevano dato l’allarme e rintracciato il padre che vive nello stesso quartiere a poche centinaia di metri dall’abitazione del figlio. Prima di quel momento inutili erano state le chiamate a Michele, il campanello della sua casa aveva suonato inutilmente per l’intera giornata. Dietro a quella porta solo il silenzio e quel tanfo insopportabile. Segnali inquietanti prima della drammatica scoperta.

LE INDAGINI –  Intorno alle 19 veniva aperta la porta di casa e il corpo senza vita di Michele Vuttariello veniva rinvenuto disteso sul divano di casa in avanzato stato di decomposizione. Sul posto giungevano gli agenti del Commissariato di Polizia di Pozzuoli e gli uomini della Scientifica che effettuavano i rilievi all’interno dell’abitazione. Sul corpo dell’uomo apparentemente nessun segno di violenza; agli ingressi dell’abitazione nessun segno di forzatura, porta e finestre intatte, le stanze in ordine: indizi quindi che escluderebbero l’ipotesi di omicidio o una rapina finita nel sangue. E’ probabile che il 41enne sia morto per cause naturali, forse un infarto che lo avrebbe stroncato mentre era disteso sul divano nella stessa serata di mercoledì. Ipotesi che saranno confermate solo dopo l’esito dell’autopsia sul cadavere disposta dal Pubblico Ministero che indaga sull’accaduto. In serata la salma veniva trasferita presso il Secondo Policlinico di Napoli mentre nel quartiere calava un alone di tristezza “Una brava persona, molto tranquilla” lo ricordano gli abitanti dei “600 alloggi”, lo stesso quartiere dove viveva Ernesto Cuordifede, il 35enne morto lo scorso luglio in mare nel tentativo di salvare due giovani che stavano annegando.

GENNARO DEL GIUDICE