POZZUOLI – Mentre resta alta l’attenzione della DDA di Napoli dopo gli ultimi attentati ai danni di attività commerciali, a Pozzuoli scatta la sorveglianza speciale per un altro affiliato al clan. Si tratta di Gaetano Arcone, 30 anni, arrestato durante l’operazione “Penelope” e condannato con rito abbreviato a 7 anni di carcere. L’uomo fa parte di quello che è stato il clan Pagliuca, fino al 2010 organizzazione fedele al boss Gennaro Longobardi. Una famiglia di “luogotenenti” che portava avanti le attività criminali nel Rione Toiano dove avevano creato il loro fortino. L’intera famiglia Pagliuca è finita in carcere con ben 8 membri arrestati nell’estate di 7 anni fa.

UN’INTERA FAMIGLIA IN CARCERE – Gaetano Arcone è il nipote di Partorina Arcone, moglie di Salvatore Pagliuca detto “‘o biondo”. Marito e moglie stanno scontando rispettivamente 17 anni e 4 mesi e 14 anni e 8 mesi di reclusione. Insieme a loro i figli Procolo detto “Lino”, condannato a 17 anni e 4 mesi; Mario, che sta scontando una pena di 9 anni; e Cinzia, condannata a 4 anni e 8 mesi. Stessa pena per Francesca Mastantuoni, la moglie di Lino Pagliuca, RAS del Rione Toiano. Fu assolto invece il genero dei Pagliuca, Salvatore Baldino, marito di Cinzia Pagliuca.

L’AGGUATO – Il 30enne fu accusato di essere, insieme a Mario Pagliuca, di essere l’esecutore materiale della gambizzazione di Giuseppe Loffredo. Secondo l’accusa insieme a loro c’erano Salvatore Pagliuca, Procolo Pagliuca e Francesca Mastantuoni in qualità di “specchiettista”. Giuseppe Loffredo fu colpito da due colpi di pistola calibro 7,65 e il giorno seguente le forze dell’ordine intercettarono una telefonata in “codice” tra Procolo Pagliuca e sua moglie Francesca Mastantuoni in cui raccontavano le fasi dell’agguato chiamando Loffredo “bambino”.