Il carcere femminile di Pozzuoli

POZZUOLI – «La società deve andare oltre le mura. Bisogna offrire una zattera per determinare una mentalità ed una cultura diverse. Parliamo di un vero e proprio reinserimento che avviene anche attraverso lo studio. Bisogna utilizzare il tempo del carcere attraverso la valorizzazione di questi progetti». Con queste parole il Garante dei Detenuti, Samuele Ciambriello, è intervenuto alla cerimonia d’apertura dell’anno Accademico 2018/2019 del Polo Universitario Penitenziario della Campania che si è svolta presso il carcere di Secondigliano. Sono 54 i detenuti, ristretti nel carcere di Secondigliano, ad aver scelto di iscriversi all’università. A loro si aggiungono quattro donne della casa circondariale di Pozzuoli e altri 9 ospitati in altre strutture della Regione.

LA CERIMONIA – Il progetto del Polo universitario penitenziario della Campania è realizzato grazie alla collaborazione tra la Federico II, l’amministrazione penitenziaria, il Garante dei detenuti della Campania e con il sostegno della Regione Campania. Alla cerimonia hanno preso parte: il Cardinale Crescenzo Sepe, la Direttrice dell’istituto Penitenziario di Secondigliano Giulia Russo, il Provveditore dell’amministratore penitenziaria Giuseppe Martone, il Presidente del Tribunale di Sorveglianza Adriana Pangia, il Rettore della Federico II Gaetano Manfredi ed l’Assessore delle Politiche Sociali, Lucia Fortini.