Il saluto degli amici davanti alla bara di Ernesto Cuordifede

POZZUOLI –  La bara bianca di Ernesto sfila per le strade del quartiere portata a spalla dagli amici. Tutti indossano la t-shirt con la sua foto sorridente. I volti dei ragazzi di Monterusciello sono distrutti dal dolore, i loro occhi bagnati dalle lacrime ma accesi dall’orgoglio di essere gli amici di un eroe. Donne, giovani, anziani, bambini portano lo stesso messaggio stampato addosso e nella mente “Ernesto, resterai sempre nei nostri cuori”.  Un intero quartiere domenica mattina ha salutato il suo eroe, quell’uomo che lunedì scorso è morto in mare a Fusaro per salvare la vita a due sconosciuti che stavano annegando.

LA FOLLA –  Alle 11 la bara ha lasciato la casa di via Carrà, nei “600 alloggi” dove il 35enne viveva insieme alla sua famiglia. “Ernesto, Ernesto” urlano gli amici, urla la gente quando la bara fa ingresso nella chiesa di Sant’Artema accompagnata da cinque minuti di applausi. In centinaia affollano la chiesa, abbracciano la bara quando viene poggiata davanti all’altare. Gli amici non la lasceranno un attimo. Come non lasceranno mai papà Gennaro, mamma Attilia e le due sorelle di Ernesto. In chiesa ci sono tutti, c’è un intero quartiere dei “600 alloggi dove Ernesto era cresciuto. C’è anche il Sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia che per il giorno dei funerali ha proclamato la giornata di lutto cittadino. Con lui ci sono l’assessore Carlo Morra, il presidente del consiglio comunale Enrico Russo e i consiglieri comunali Raffaele Visconti e Antonio Caiazzo.

Amici e parenti intorno alla bara di Ernesto

ERNESTO RISCATTO PER IL QUARTIERE – “Questo è il segno di un qualcosa di grande che ha toccato cuore e sentimenti di questa comunità”  – sono le parole di padre Luigi Bellin durante l’omelia dopo aver letto un passo del Vangelo secondo Matteo – Ernesto è andato incontro a Gesù che chiedeva aiuto, ha dato la vita per salvare altre due. E’ morto all’età di Gesù, dando la vita per amore”. Le parole del prelato vengono  interrotte dagli applausi “Un gesto eroico, un cuore nobile quello di Ernesto, un ragazzo cresciuto nei 600 alloggi. Questo è un gesto dal quale ripartire, un esempio di riscatto e dignità per questi giovani Ernesto è uno di noi, uno dei 600 alloggi”. Cordoglio arriva anche dal Vescovo della diocesi di Pozzuoli Monsignor Gennaro Pascarella che ha consegnato un messaggio al suo vicario “Questo gesto deve diventare una memoria perenne non solo per il quartiere ma per tutta la città. Quello di Ernesto è un gesto di altruismo che deve scuotere tutti, anche i più giovani”. Poi gli amici, che hanno seguito l’intera funzione intorno alla bara e all’altare, leggono una lettera per Ernesto.

L’ULTIMO SALUTO – “Carissimo Ernesto, sei il nostro riscatto sociale e sarai la nostra forza e dignità. La tua mancanza già si sente ovunque. Ci hai lasciato facendo l’ultimo gesto d’amore per il prossimo. Non dimenticheremo mai quel piccolo ragazzino timido con gli occhiali che è cresciuto diventando un uomo con i valori come l’amicizia, l’amore e l’umiltà. Tu unico eroe e amico sincero, sarai per sempre la nostra stella più bella. Ciao fratello e amico nostro”. Fuori intanto hanno preparato una coreografia in suo onore, l’avevano detto, doveva essere un funerale degno di un eroe e lo è stato.  7 lettere gonfiabili che compongono il suo nome e intorno palloncini bianchi e azzurri. Quando esce la bara di Ernesto si levano applausi al grido di “Eroe, Eroe”. Il suo nome viene fatto volare insieme ai colori della sua squadra del cuore. E con lo sguardo rivolto verso il cielo il quartiere saluta il suo eroe. “Ciao Ernesto, vola alto, dove solo i grandi possono arrivare”

GENNARO DEL GIUDICE

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