POZZUOLI – E’ della cittadina flegrea uno dei 46 indagati finiti nell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Bari riguardante un traffico illecito di rifiuti tra la Campania e la Puglia. La polizia e la Guardia di Finanza hanno eseguito 19 misure cautelari: cinque in carcere, nove ai domiciliari, due obblighi di dimora, altrettanti divieti di dimora e un divieto di esercizio all’attività lavorativa, tutte stabilite dal tribunale del capoluogo pugliese.

100MILA TONNELLATE DI RIFIUTI NON TRATTATI – Il puteolano indagato, Diego A., finito in manette, è dipendente di una ditta di Foggia finita al centro della vasta operazione e già nel 2016 era finito coinvolto in un’altra indagine ruotante sempre attorno ai rifiuti. Secondo gli inquirenti, dal 2010 al 2014 il volume del materiale sversato abusivamente in terreni nell’area di Manfredonia ammonta a ben 100mila tonnellate. I rifiuti, trasportati in quantità superiori rispetto a quanto autorizzato, dopo essere stati trattati in maniera del tutto superficiale, finivano poi sotto terra grazie anche alla compiacenza di alcuni soggetti proprietari delle aree di sversamento.

INDAGATO ANCHE UN FUNZIONARIO PUBBLICO – Concorso in traffico organizzato di rifiuti, corruzione, falso ideologico in atto pubblico, contravvenzioni ambientali, realizzazione e gestione di discarica abusiva. Queste, a vario titolo, le accuse per gli indagati tra i quali anche un funzionario dell’agenzia regionale pugliese per l’ambiente, la Arpa Puglia. Le persone finite nell’inchiesta sono, oltre che di Pozzuoli, di Bari, San Severo, Cerignola, Zapponeta, Casalnuovo di Napoli, Pollena Trocchia, Mariglianella, Napoli, Barletta, Mola di Bari, Gravina in Puglia e Modugno.