POZZUOLI – Una “piazza di spaccio” di datteri nei pressi della stazione della Cumana di Arco Felice. E’ qui che un “corriere” portava i frutti di mare che venivano venduti illegalmente a privati e ristoratori. Un’attività clandestina a cui hanno messo fine i militari della Guardia Costiera di Pozzuoli -diretti dal Comandante Angelo Benedetto Gonnella- che durante un blitz hanno fermato un uomo proveniente da Castellammare di Stabia, trovato in possesso di ben 45 chili di datteri che teneva nascosti nel bagagliaio della sua auto.

IL BLITZ – L’operazione è scattata questa mattina ad Arco Felice in seguito a un’intensa attività d’intelligence, che ha permesso, mediante specifici appostamenti, di individuare la “piazza” illegale di smercio del prodotto. I Militari hanno colto in flagranza l’uomo che stava per vendere illegalmente i datteri nascosti nel vano posteriore di un’auto commerciale. L’intero prodotto ittico, è stato posto sotto sequestro ed il detentore è stato deferito all’Autorità Giudiziaria di Napoli. Il sequestro di questa mattina arriva dopo quello messo a segno nel periodo natalizio quando gli uomini della Guardia Costiera di Pozzuoli sequestrarono nel giuglianese 35 kg di datteri, per i quali non è ammessa la pesca, detenzione, trasbordo, sbarco, magazzinaggio, vendita e esposizione in qualsiasi stadio di crescita.

LA DISTRUZIONE – La pesca dei datteri è particolarmente violenta e distruttiva per il fondo marino che rimane notevolmente danneggiato per un lungo periodo di tempo con grave pregiudizio per tutta la flora e la fauna marina che è interessata a questo tipo di “Habitat”. Il dattero di mare infatti vive all’interno di gallerie scavate nella roccia calcarea grazie ad una secrezione mucosa erosiva e raggiunge le massime densità di popolazione entro i primi cinque metri di profondità pur essendo presente fino a 20-25 metri. La sua crescita è estremamente lenta e si stima che raggiunga la lunghezza di 5 centimetri in un arco di tempo compreso tra i 15 ed i 35 anni. La pesca del dattero di mare, quindi, determina la distruzione degli scogli dove questi animali vivono.