Il leader del centrosinistra Figliolia

POZZUOLI –  Ora è ufficiale: alle prossime elezioni comunali il centrosinistra vuole l’UDC nella propria coalizione. Era nell’aria già da tempo ma la “fumata bianca” è arrivata venerdì sera, quando i segretari cittadini del Partito Democratico Vincenzo Figliolia, di “Sinistra Ecologia e Libertà” Carlo Morra, dell’ Italia Dei Valori Francesco Costigliola e dei  Verdi Giovanni Amirante con le rispettive delegazioni a seguito hanno formalizzato nella sede del PD di Pozzuoli  l’invito all’UDC affinché prenda parte alla coalizione di centrosinistra.

CONTRADDIZIONI –  Qualora l’UDC dovesse accettare la proposta del centrosinistra all’interno della coalizione si presenterebbero diverse contraddizioni: in primis il rapporto tra SEL e lo stesso UDC dopo che Mario Marrandino, storico esponente del partito di Casini, aveva affermato appena qualche giorno fa «Noi mai con i comunisti». Ora cosa dirà? Che i comunisti sono quelli della “Federazione della sinistra”? E Tommaso Pollice? Come si comporterà colui che con il suo passaggio dal centrosinistra all’UDC ha rappresentato “la goccia che ha fatto traboccare vaso”  per mandare a casa Agostino Magliulo? Pollice tesserato dell’UDC si ritroverebbe ad appoggiare di nuovo Figliolia? E Figliolia si ritroverebbe nella sua coalizione colui che lo ha “tradito”?  E Visconti? Come reagirebbe il buon Raffaele qualora eletto si trovasse accanto in consiglio comunale (tra i banchi di maggioranza e opposizione) proprio il “nemico” Marrandino? Vedremo.

Tommaso Pollice

DIFFICOLTA’ –  Il dato di fatto è che ad oggi sono tanti che non vedono di buon occhio quest’alleanza con l’UDC, con un partito che fino a pochi giorni fa (e forse ancora ora) ha difeso l’operato di Agostino Magliulo e della sua amministrazione. All’UDC di oggi (che a livello cittadino rimane la stessa di ieri) si chiede un segno di discontinuità con un passato che lo ha visto per ben due volte legato ad un’amministrazione di centrodestra. Lo chiede SEL e lo chiedono (anche se in silenzio) i Verdi e l’IDV, proprio coloro che fino a poco tempo fa chiusero ad un’ alleanza di questo genere. E lo chiedono le varie associazioni, tra le quali “Noi Re(si)stiamo qui” che si dicono fortemente preoccupate dalla presenza dell’UDC perché così facendo il progetto del centrosinistra perderebbe di credibilità pregiudicando ogni opzione di rinnovamento.

Mario Marrandino

VINCERE A TUTTI I COSTI –  Ma Figliolia vuole una coalizione forte, che possa vincere al primo turno e, visto lo scenario che si presenta dall’altra parte, con un PDL ormai “svuotato” e alla deriva, con FLI che va consolidandosi e con “Pozzuoli Futura” in attesa di decidere “cosa vuole fare da grande” un’alleanza con l’UDC (forte di 3142 voti pari al 7% dei votanti ottenuti appena 8 mesi fa) rappresenterebbe una vittoria quasi scontata.

DIASPORA –  Dopo lo “svuotamento” del Popolo delle Libertà, starebbe per scatenarsi un vera e autentica diaspora. Con il congresso che non arriva (forse a Marzo) il partito di Alfano a Pozzuoli si appresta a una “resa dei conti”. Pasquale Giacobbe ha le chiavi del partito, ma la casa è vuota: con lui ancora commissario cittadino del partito sono pronti a scappare i sei ex consiglieri rimasti “fedelissimi” a Magliulo. Totaro, Pennacchio, Dardano, Ferro, Bonaiuto, Cutolo. Tra questi, qualcuno potrebbe finire tra UDC e PD.

ANCORA FIGLIOLIA – Quanto al nome del candidato a Sindaco, ci sarebbero state delle importanti convergenze e la proposta di ricorrere alle primarie per la scelta del candidato a sindaco proposta da SEL e da Carlo Morra è definitivamente abortita. PD, IDV e Verdi hanno infatti premuto affinché passasse il nome di Figliolia. Un nome che in molti da tempo danno per scontato anche per dare continuità a un programma appena realizzato 6 mesi fa. “In questi pochi mesi cosa è cambiato? Perché non candidarlo?” ripetono i fedelissimi di Enzo, sempre più leader del partito che dopo il disfacimento del PDL si appresta a diventare il primo partito cittadino.

MAL DI PANCIA –  Ma il nome di Figliola qualche “mal di pancia” lo ha provocato: qualcuno attendeva un suo dietrofront, dopo la scorsa candidatura e dopo quella di Elena De Gennaro, considerata sua “espressione politica”. Un segno di discontinuità che non è arrivato. A Vincenzo Figliolia va il merito di aver messo le basi per un PD forte e solido. Carisma e caparbietà che lo hanno reso leader di un partito e di una coalizione che oggi faticano anche a trovare una valida alternativa. Quindi, chi meglio di lui?

GENNARO DEL GIUDICE
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