Da sinistra Paolo Ismeno, Alfonso e Antonello Artiaco

POZZUOLI –  Si sono alzati in piedi ed hanno abbandonato la sala, salutando gli altri membri del direttivo del PD che questa sera si era riunito nella sede del partito a Pozzuoli. Paolo Ismeno, Antonello Artiaco e Alfonso Artiaco hanno lasciato dopo aver espresso ancora una volta la propria contrarietà alla politica adottata dal partito nel momento in cui Vincenzo Figliolia ha tentato di aprire la discussione sulla lettera che Alfonso Artiaco  inviò 10 giorni fa ai vertici del partito. Argomento, quello della missiva, che figurava tra i punti all’ordine del giorno insieme ai tesseramenti.

DISSENSO  –  I tre membri del direttivo hanno voluto sottolineare come fosse ormai superfluo e inutile discutere su un tema che non avrebbe portato a nessuna conclusione costruttiva visto che ormai “i giochi erano stati fatti” e la candidatura di Enzo Figliolia ormai decisa in maniera “poco democratica”. Concetti già ribaditi più volte dallo stesso Alfonso Artiaco e denunciati nella ormai “celebre” lettera scritta alla vigilia dell’assemblea pubblica del Partito.

Vincenzo Figliolia

ALTRE DUE SMENTITE –  Ebbene stasera,  durante il dibattito si è anche discusso sull’esistenza o meno del famoso ordine del giorno che avrebbe dovuto avere come punto la scelta del candidato a sindaco. Fatto  pubblicamente confermato da Franco Cammino 10 giorni fa quando dal palco disse “La candidatura di Figliolia era stata discussa durante un direttivo e approvata all’unanimità». Ebbene,  sulla questione questa sera sarebbero arrivate le smentite da parte di altri due membri del direttivo che hanno dissentito da quel “pensiero comune”   «Stasera altri due amici hanno ammesso che è mancato all’ordine del giorno la discussione sul candidato a sindaco – ha sottolineato Alfonso Artiaco dopo l’abbandono del direttivo-  Figliolia voleva aprire una discussione interna dopo quanto accaduto all’assemblea pubblica ma riteniamo che ormai sia inutile, ormai sembra che si tratti di un esercizio nemmeno più dialettico. C’è stato un deficit di discussione. Se avessero voluto discutere con noi avrebbero trovato modi e luoghi adatti ma purtroppo quando non c’è disponibilità e confronto al dialogo accade tutto questo.

PRIMARIE PROBLEMA ANTROPOLOGICO –  Poi Alfonso Artiaco si è soffermato ancora una volta su ciò che il partito puteolano “non è stato” e “che non ha fatto o voluto fare”  «Sembra quasi che per un motivo antropologico a Pozzuoli le primarie non possano essere fatte. Così come chiesi di fare il Congresso per aprire alla città ma mi fu detto che non era possibile. Ma poi continuo a chiedermi: senza coalizione come si fa? Non faccio più una questione di metodo ma a questo punto la faccio politica: la candidatura di Figliolia è un errore».

PAOLO ISMENO –  Sulla stessa lunghezza d’onda questa sera sono arrivate anche le parole di Paolo Ismeno, altro membro del direttivo cittadino del PD «Era banale discutere su quella  lettera,  ormai non ci resta che prendere atto della candidatura di Figliolia e andare avanti – afferma Ismeno  che pone l’indice su due punti che egli stesso ritiene grandi errori: la scelta del candidato a sindaco (per quanto concerne il metodo) e la richiesta di alleanza inoltrata all’UDC.  «La candidatura è arrivata dopo la decisione di pochi membri del direttivo. Purtroppo il nostro partito in una fase epocale di cambiamento che sta investendo tutto il sistema politico e partitico nazionale ed internazionale non ha avuto la capacità di proporre nuove figure e di aprire a tutte le classi sociali della città facendo partecipare più persone al nostro partito.

SI ALL’UDC E NO ALLE ASSOCIAZIONI –  Poi c’è da considerare la sottomissione all’UDC che ritengo inaccettabile – ha affermato ancora Ismeno –  Verso un partito che è stato parte di una maggioranza che ha reso invivibile la città senza mai prenderne le distanze. Capirei se di fronte ci saremmo trovati un partito già alleato. Nella nostra coalizione vedo e trovo scontata la presenza e il coinvolgimento delle associazioni e non certamente dell’UDC. Purtroppo questo è sintomo che nel nostro partito va avanti la tesi della somma algebrica»

GENNARO DEL GIUDICE
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